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Crema di fagioli con polpettine di orzo.

Pubblicato da Maia Susana Diaz il sabato 23 novembre 2013 | 21:35:00

Ingredienti: per 4 persone

    400 g di Fagioli della Carnia
    2 foglie di alloro
    1 spicchio di aglio
    1 carota
    1 costola di sedano
    1 cipolla
    sale
    pepe

Per le polpettine di orzo:

    300 g di orzo perlato, già lessato
    erbe aromatiche (maggiorana, rosmarino, salvia, timo, prezzemolo)
    1 uovo
    50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
    noce moscata
    100 g di Latteria
    100 g di pangrattato
    olio extravergine di oliva
    olio per friggere
    sale
    pepe in grani

I fagioli borlotti secchi generano un sapore pieno e si possono proporre in molteplici preparazioni: in numerose prime portate a base di carne o riso, in insalata o come seconda portata corposa con anatra, salsicce, prosciutto o costine di maiale. Da provare inoltre, come qui suggerito, in crema.

crema di fagioli con polpettine di orzo

Preparazione: 40’ più il tempo di ammollo + 60’ di cottura

  • Mettete ad ammollare i fagioli per 12 ore; eliminate quelli rimasti a galla, poi sciacquateli bene e metteteli in una pentola con 2 l di acqua, l’alloro, l’aglio e la cipolla, sbucciati e interi, la costola di sedano, mondata e lavata, e la carota, mondata, lavata e raschiata.
  • Fate cuocere dolcemente per circa 40 minuti finché i fagioli non saranno teneri.
  • Eliminate le foglie di alloro, frullate il tutto, regolate di sale e pepe e tenete in caldo
  • Tritate finemente le erbe aromatiche, mettetele in una ciotola, unite l’orzo, l’uovo, il formaggio, regolate di sale e insaporite con pepe macinato al momento e noce moscata grattugiata.
  • Amalgamate bene gli ingredienti e con l’aiuto di un cucchiaio formate quattro piccole polpette.
  • Tagliate il formaggio fresco a cubetti e disponetene uno nel centro di ogni polpettina.
  • Rotolate le polpette nel pangrattato affinché se ne rivestano bene e friggetele nell’olio molto caldo.
  • Versate un mestolo di crema di fagioli nelle fondine individuali, adagiate una polpettina di orzo, condite con un filo di olio extravergine di oliva e servite.

Vino consigliato: Servite bianchi di buon corpo come il Collio Chardonnay o il Fiano d’Avellino.

fiano-di-avellino.jpg

Il Fiano di Avellino nasce nel comparto vitivinicolo irpino, zona che vanta vini di elevata qualità come il Taurasi e il Greco di Tufo, le altre due DOCG della regione. Il Fiano è prodotto con uve allevate in collina, nella zona vinicola che si sviluppa attorno ad Avellino. I Romani apprezzavano i vini prodotti nel tratto della via Appia che attraversa quest’area. Il vitigno Fiano era chiamato da Plinio Apianum, perché i suoi grappoli dolci erano particolarmente amati dalle api, golose di uva. Si ritiene che il luogo di origine di questo vitigno corrisponda alla zona di Lapio, ma non è da escludere che sia stato importato in Campania in tempi assai remoti, probabilmente dai Fenici. Il Fiano di Avellino è un bianco elegante, raffinato, capace di invecchiare anche per molti anni; è considerato un vino aristocratico, al vertice dell’enologia del Mezzogiorno, molto apprezzato per il gusto particolarmente fruttato con sentori di nocciola. La zona di produzione comprende numerosi comuni dell’Avellinese; il vino è ottenuto da uve Fiano (minimo 85%), Greco, Coda di Volpe o Trebbiano.] Il Fiano di Avellino nasce nel comparto vitivinicolo irpino, zona che vanta vini di elevata qualità come il Taurasi e il Greco di Tufo, le altre due DOCG della regione. Il Fiano è prodotto con uve allevate in collina, nella zona vinicola che si sviluppa attorno ad Avellino.

I Romani apprezzavano i vini prodotti nel tratto della via Appia che attraversa quest’area.

Il vitigno Fiano era chiamato da Plinio Apianum, perché i suoi grappoli dolci erano particolarmente amati dalle api, golose di uva. Si ritiene che il luogo di origine di questo vitigno corrisponda alla zona di Lapio, ma non è da escludere che sia stato importato in Campania in tempi assai remoti, probabilmente dai Fenici.

Il Fiano di Avellino è un bianco elegante, raffinato, capace di invecchiare anche per molti anni; è considerato un vino aristocratico, al vertice dell’enologia del Mezzogiorno, molto apprezzato per il gusto particolarmente fruttato con sentori di nocciola.

La zona di produzione comprende numerosi comuni dell’Avellinese; il vino è ottenuto da uve Fiano (minimo 85%), Greco, Coda di Volpe o Trebbiano.

Abbinamenti:

: frutti di mare, pesci di sapore mediamente corposo, preparazioni di carni bianche delicate, caciocavallo e provola, Mozzarella di Bufala, minestroni e lasagne.

frutti di mare, pesci di sapore mediamente corposo, preparazioni di carni bianche delicate, caciocavallo e provola, Mozzarella di Bufala, minestroni e lasagne.

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A proposito di: Maia Susana Diaz

Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

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