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I vini spumanti e frizzanti in Italia: L’Emilia Romagna.

PUBBLICATO DA Maia Susana Diaz on domenica 29 settembre 2013 | 12:06:00

Per molto tempo la produzione spumantistica italiana è stata considerata come un pallido surrogato del più nobile e rinomato Champagne francese. Negli ultimi anni si sta assistendo ad una forte rivalutazione delle tradizioni nazionali in questo settore, grazie anche alla riscoperta, in questi prodotti, di quei profumi ed aromi caratteristici delle diverse zone di produzione, che tanto attraggono il consumatore. Accanto agli spumanti è diffusa in Italia la produzione di vini frizzanti, che differiscono dai primi per la quantità di anidride carbonica contenuta.

In Italia la produzione di spumanti e frizzanti è diffusa su tutto il territorio nazionale ma, le regioni in cui questa tradizione è maggiormente radicata sono quelle settentrionali, ed in particolare il Piemonte, la Lombardia, il Trentino, il Veneto e l’Emilia Romagna.

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L’EMILIA ROMAGNA

Lambrusco.
Nella zona compresa tra le province di Modena e Reggio Emilia si trovano i vigneti del Lambrusco (figure 8, 9, 10 e 11). Questo vitigno discende da una vite selvatica chiamata dai latini appunto «labrusca vitis», che cresceva spontanea nelle zone non coltivate. Conosciuto già ai tempi degli Etruschi e dai Romani, del Lambrusco si trovano tracce negli scritti di Plinio, Catone e Pier de’ Crescenzi. Con il passare degli anni, la coltivazione di questa vite selvatica ha dato luogo a un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo grazie alle sue inconfondibili particolarità. Oggi sono ben cinque le Doc riconosciute per questo vino e sono quattro quelle prodotte in Emilia Romagna.

Le tipologie di lambrusco differiscono sia per la zona di produzione che per la varietà di uva utilizzata. Nel modenese – il comprensorio «storico» del rosso frizzante – vengono prodotte le Doc Lambrusco di Sorbara (detto anche «lambrusco della viola», per il suo caratteristico profumo), Lambrusco Salamino di Santa Croce (il più coltivato), e Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. In provincia di Reggio Emilia, invece, si ottiene la Doc Reggiano Lambrusco, mentre in quella di Mantova si ha la Doc Lambrusco Mantovano, con le sottozone Viadanese-Sabbionetano e Oltrepò Mantovano.
La vinificazione di questa Doc nelle due versioni prodotte consiste nel sottoporre il prodotto base a rifermentazione al fine di ottenere la formazione della spuma. Si utilizzano mosti d’uva o mosti concentrati provenienti da uve adatte alla produzione di questo vino.

Questa è l’unica metodologia autorizzata, non essendo consentita l’aggiunta totale o parziale di anidride carbonica che non derivi da un procedimento rifermentativo naturale. Al termine della rifermentazione il vino frizzante così ottenuto viene refrigerato, filtrato, e, sempre a bassa temperatura, indirizzato all’imbottigliamento. L’imbottigliamento per questi vini è isobarico, cioè avviene in presenza di un gas a pressione contraria rispetto a quella dell’anidride carbonica contenuta nel vino.

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche il Lambrusco presenta un colore rosso o rosato, un odore tipico dal fruttato al floreale, una discreta acidità, una gradazione alcolica minima di 10,5 o 11 ed un gusto che può risultare asciutto/abboccato/dolce/amabile, a seconda delle tipologie.

Figura 8: Zone di produzione del Lambrusco di SorbaraFigura 8: Zone di produzione del Lambrusco di Sorbara
Figura 9: Zone di produzione del Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc 
Zone di produzione del Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc
Figura 10: Zone di produzione del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc 
Zone di produzione del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc
Figura 11: Zone di produzione del Lambrusco Reggiano 
Zone di produzione del Lambrusco Reggiano

Nota finale.

A conclusione vengono riportate tutte le Doc e le Docg all’interno delle quali è prevista la tipologia spumante; questi vini sono, molto spesso, presenti in zone prive di particolare vocazione spumantistica; in taluni casi, addirittura, non si ha notizia di un reale utilizzo di questa tipologia. Tutto ciò è spiegabile in quanto il legislatore, soprattutto nelle Doc di recente riconoscimento, ha inteso permettere una maggiore flessibilità nell’elaborazione dei vini del territorio.

L’elenco è suddiviso per regione e tra parentesi è riportato il numero di denominazioni; la Calabria è l’unica regione italiana le cui denominazioni non prevedono l’elaborazione di spumanti.

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A proposito di: Maia Susana Diaz

Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

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