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Bocconcini di scamorza e acciughe impanati.

Pubblicato da Maia Susana Diaz il domenica 15 settembre 2013 | 15:15:00

La scamorza è un formaggio prodotto con latte vaccino a pasta semicruda e filata; una variante Campana è preparata con latte bufalino.

Ingredienti: per 4 persone

12 scamorzine affumicate
150 g di farina tipo 00
2 uova
30 g di capperi sott’aceto
3 acciughe sott’olio
1 mazzetto di basilico
olio di semi di arachidi
pepe bianco in grani

Bocconcini di scamorza e acciughe impanati

Preparazione: 20’ + 10’ di cottura.

  • Lavate le foglie di basilico e asciugatele bene tamponando con un canovaccio pulito; tenete da parte le più piccole per la decorazione.
  • Sgocciolate i capperi e le acciughe e tritateli finemente nel bicchiere del mixer insieme al basilico.
  • Tagliate ogni scamorzina affumicata in tre parti di eguale grandezza.
  • Con un coltello affilato praticate nei pezzetti di formaggio una fenditura in senso longitudinale, in modo da ottenere una tasca che farcirete con il trito preparato.
  • In una ciotola sgusciate le uova e sbattetele dopo averle insaporite con una macinata di pepe bianco.
  • Stendete un foglio di carta da cucina sul piano di lavoro e setacciatevi la farina.
  • Immergete i bocconcini di scamorza nelle uova sbattute e scolateli bene; infarinateli, passateli nuovamente nelle uova e poi ancora nella farina; scuotete delicatamente per eliminare l’eccesso di impanatura.
  • In un tegame scaldate l’olio di semi di arachidi e, quando friggerà, immergetevi le scamorzine; cuocetele rigirandole con l’aiuto di una spatola, prestando attenzione a non far fuoriuscire il ripieno.
  • Ottenuta una bella doratura, prelevate i bocconcini di formaggio con un mestolo forato, lasciate scolare qualche istante su carta assorbente da cucina.
  • Servite immediatamente in tavola distribuendo in ciotole individuali che guarnirete con le foglioline di basilico conservate.

Vino consigliato: accompagnate con un Rosato del Salento, da servire freschissimo e giovane per esaltare i profumi della Malvasia.

            Rosato-del-Salento

            Si produce nella penisola Salentina, su terreni calcarei e argillosi. Proviene da vitigni Negroamaro e Malvasia nera di Brindisi. Vendemmia manuale a giusta maturazione da metà settembre a metà ottobre. Pressatura soffice delle uve. Colore rosa salmone. Ricco, fragrante ed elegantemente fruttato.

            Il terreno di queste zone è storicamente vocato alla coltivazione dei vitigni autoctoni pugliesi. Qui la terra è ricca di componenti ferrose che le conferiscono il caratteristico colore rosso. Gli strati argillosi e calcarei del terreno contribuiscono a ottenere raccolti abbondanti e vini molto ricchi di estratti, concentrati e corposi.

            I vigneti sono per lo più impiantati ad alberello e spalliera: i primi con un’età media di 60 anni per pianta e i secondi di 10-15 anni.

            Gli impianti ad alberello vengono coltivati su “terre bianche” dove c’è maggior presenza di materiale tufaceo che favorisce la produzione di vini corposi, concentrati e molto profumati.

            La media produttiva per ettaro è di 80/100 quintali per i vigneti a spalliera e di 30/40 quintali per ettaro per i vigneti ad alberello.
            Per la conduzione dei vigneti ci si affida ad un disciplinare tecnico di produzione i cui obiettivi sono quelli di garantire una conduzione integrata, standard qualitativi di eccellenza e la rintracciabilità su tutta la filiera.

            rosato del salento vignetti

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            A proposito di: Maia Susana Diaz

            Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

            1 commenti :

            1. L'abbinamento più piacevole si ha quando il vino esprime caratteristiche opposte a quelle del cibo. Quando un piatto é particolarmente grasso (lo zampone ad esempio) sarà bene abbinarlo ad un vino rosso fresco (inteso come acidità del vino), sapido che contrastando l'untuosità del cibo ripulisca la bocca e alleggerisca la pesantezza del piatto.

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