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Gubana tipico dolce dei periodi di grande festa.

Pubblicato da Maria Susana Diaz il 27/11/2013 | 19:56

Ingredienti: per 6-8 persone

600 g di farina 00
30 g di lievito di birra
2 dl di latte
130 g di zucchero
100 g di burro
1 limone
1 tuorlo per completare
burro per la placca
3 uova
sale
farina per la placca
zucchero semolato per completare

Per il ripieno:

    150 g di gherigli di noce
    100 g di uvetta
    2 fichi secchi
    30 g di cedro candito
    30 g di arancia candita
    100 g di cioccolato fondente
    1 bicchiere di Marsala
    2 cucchiai di pangrattato
    30 g di burro
    60 g di pinoli
    2 prugne secche
    1 uovo

gubana

Preparazione: 40’ più il tempo di lievitazione+ 45’ di cottura

  • Preparate la pasta: scaldate 4 cucchiai di latte e, quando sarà tiepido, unite il lievito e fatelo sciogliere.
  • Lavorate in una terrina 100 g di farina con un cucchiaino di zucchero e il lievito sciolto nel latte fino a ottenere un panetto, che farete lievitare coperto.
  • Quando avrà raddoppiato il suo volume, unite la farina e lo zucchero rimasti, le uova, il burro morbido, una presa di sale, la buccia grattugiata del limone e il latte necessario per ottenere un impasto morbido e compatto.
  • Preparate il ripieno: sbollentate le noci, pelatele e tritatele finemente insieme con i pinoli, i fichi, le prugne e i canditi.
  • Raccogliete il tutto in una ciotola, quindi aggiungete l’uvetta, precedentemente ammollata nel marsala e scolata, e il cioccolato grattugiato.
  • Unite al composto il pangrattato rosolato nel burro, mescolate bene, poi incorporate anche il tuorlo e l’albume montato a neve.
  • Stendete su un canovaccio la pasta in una sfoglia sottile di forma rettangolare, distribuite sopra il ripieno, lasciando un bordo vuoto, quindi arrotolatela su se stessa; formate con il rotolo una spirale non troppo stretta e disponetela sulla placca, imburrata e infarinata.
  • Spennellate la superficie con il tuorlo sbattuto, spolverizzate di zucchero e cuocete in forno caldo a 190 °C per circa 45 minuti.
  • Servite tiepido o freddo.
  • Vino consigliato: Provate un vino bianco dolce come il Ramandolo o l’Albana amabile. In Friuli è usanza degustare questa preparazione con un bicchierino di Slivovitz.

      ramandolo

      l Ramandolo è un vino dal colore dell'oro antico, con un intenso profumo di albicocca passita e di miele di montagna ed un sapore gradevolmene dolce.

      Il nome Ramandolo, che evoca qualcosa di nobile e gentile, non è un nome di fantasia, ma è legato a quello di una piccola frazione del comune di Nimis, in provincia di Udine. Siamo infatti nelle belle terre del Friuli, attraenti per la loro gente di cuore, per le mille espressioni artistiche, per le antiche tradizioni e naturalmente per la grande varietà di vini.

      In particolare ci troviamo nell'area della Doc "Colli Orientali del Friuli", una denominazione che comprende circa 2300 ettari di vigna.

      Fra le varietà coltivate in quest'area vanno segnalati interessanti vitigni specifici di questo territorio come Tocai friulano, Verduzzo friulano, Ribolla gialla, Schioppettino, Pignolo, Tazzelenghe, Refosco dal peduncolo rosso, Picolit.

      Oltre a questo patrimonio viticolo specificamente locale, sono diffuse anche altre varietà come Cabernet, Merlot, Sauvignon, Pinot grigio, Chardonnay, Riesling italico, Traminer aromatico, Riesling renano, Malvasia istriana.

      Il Ramandolo è una pregevole rarità. Se ne producono appena 150.000 bottiglie l'anno. Nasce dal Verduzzo friulano, coltivato in un anfiteatro di vigneti arrampicati sui versanti collinari fra i comuni di Nimis e Tarcento.

      Ha recentemente ottenuto la DOCG. Nella sua zona di produzione si sta puntando al rilancio del vecchio clone di Verduzzo giallo, caratteristico di Ramandolo, poco produttivo e di alta qualità. Questo è stato appunto il clone del primo Ramandolo, un vino che ha almeno un secolo di vita, visto che ne parla un attestato di lode del 1893 assegnato al torlanese Giovanni Comelli detto Moro.

      Le viti affondano le radici su terreni marnosi e sono allevate usualmente con il sistema a "cappuccina". Le operazioni di vendemmia iniziano di norma nelle ultime settimane di ottobre. La raccolta tardiva ha lo scopo di ottenere un leggero appassimento dei grappoli, favorendo la formazione di un maggiore contenuto zuccherino. Un tempo il Ramandolo era commercializzato solo localmente, mentre oggi le sue pregiate bottiglie, proporzionalmente al loro numero ristretto, sono presenti sul mercato nazionale e vanno anche all'estero.

      Dal 1988 è stato costituito il Consorzio per la Tutela del Ramandolo che assiste i viticoltori dal vigneto alla cantina e organizza attività divulgative e promozionali per valorizzare questo prodotto di una piccola zona che ha i presupposti per diventare sempre più nota e ricercata.

      E' in progetto la creazione di una bottiglia specifica, il cui uso sarà consentito solo ai produttori che hanno superato con successo l'annuale verifica della qualità del vino.

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    A proposito di: Maria Susana Diaz

    Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

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