Pages

Featured Posts

vini, vitigni, Italia, barolo, lambrusco, chianti, dolcetto Calabria, ricette, cucina, gastronomia cucina calabrese, piatti tipici, mustica, ricette cucina, gastronomia cucina calabrese, dolci, dessert, ricette, cucina cucina siciliana, ricette, gastronomia cannoli, pasticceria siciliana, ricette, cucina ricette, cucina ligure, gastronomia, pesto cucina norvegese, ricette cucina, primi, secondi, dolci, dessert paella valenciana, ricette cucina, Spagna, primi, secondi ricette cucina piemontese, bagna cauda, primi, secondi, dolci

sabato 18 maggio 2013

La cucina marocchina è estremamente varia, grazie all'interazione del Marocco con altre culture e nazioni nei secoli.

cucina marocchina СладкарLa cucina marocchina è estremamente varia, grazie all'interazione del Marocco con altre culture e nazioni nei secoli. La cucina marocchina è soggetta a influenze berbere, moresche, mediterranee e arabe. I cuochi nelle cucine reali di Fes, Meknes, Marrakech, Rabat e Tétouan la perfezionarono nel tempo e crearono la base per ciò che oggi è conosciuto come la cucina marocchina.

Il Marocco produce una larga gamma di frutti e vegetali mediterranei e persino tropicali. Le carni comuni includono montone e agnello, manzo, pollo, cammello, coniglio e prodotti della pesca, che servono come base per la cucina. Gli aromatizzanti caratteristici includono limone in salamoia, spremuto a freddo, olio di oliva grezzo e frutta secca. La cucina marocchina è conosciuta anche per essere più speziata della cucina mediorientale.

morocco-north-africa-mapLe spezie sono usate estensivamente nel cibo marocchino. Sebbene le spezie siano importate in Marocco da migliaia di anni, molti ingredienti, come lo zafferano di Tiliouine, la menta e le olive di Meknes e le arance e i limoni di Fes, sono prodotti locali. Le spezie comuni includono karfa (cannella), kamoun (cumino), kharkoum (curcuma), skinjbir (zenzero), libzar (pepe nero), tahmira (paprica), semi di anice, semi di sesamo, qesbour (coriandolo) e zaafran beldi (zafferano). Le erbe comuni includono la menta e il maadnous (prezzemolo).

Il pasto di mezzogiorno è il pasto principale, eccetto durante il sacro mese di Ramadan. Un pasto tipico inizia con una serie di insalate calde e fredde, seguite da un tajine. Il pane è consumato ad ogni pasto. Spesso, in un pasto formale, segue un piatto di agnello o pollo, a sua volta seguito da un cuscus sormontato da carne e vegetali. Di solito un tè alla menta dolce conclude il pasto. I marocchini di solito mangiano con le mani e usano il pane come un utensile. Il consumo di carne di suino e bevande alcoliche è considerato harām ed è proibito dalle restrizioni alimentari musulmane.

cucina marocchina Couscous_of_Fes

Piatti principali.

Il principale piatto marocchino con cui la maggior parte delle persone ha familiarità è il cuscus, un'antica prelibatezza probabilmente di origine berbera.

Il manzo è la carne rossa mangiata più comunemente in Marocco. L'agnello è preferito, ma più raro a causa del suo alto prezzo. Le razze di pecora nordafricane immagazzinano la maggior parte del grasso nella coda, quindi le pecore del Marocco non hanno il sapore pungente di quelle occidentali. Anche il pollo è molto comune, e l'uso di prodotti della pesca sta aumentando nella cucina marocchina.

Tra i più famosi piatti marocchini ci sono il cuscus, il bstalh (chiamato anche pastilla, bsteeya o bestilla), il tajine, il tanjia e l'harira. Sebbene l'ultimo sia una zuppa, è considerato come un piatto a sé ed è servito da solo o con datteri specialmente durante il mese di Ramadan.

cucina marocchina insalata

Le insalate includono ingredienti cotti e crudi, serviti sia caldi sia freddi. Tra le insalate cotte ci sono la zaalouk (melanzane e pomodori) e la taktouka (pomodori, peperoni verdi, aglio e spezie).

Di solito alla fine di un pasto non si servono dolci cotti, ma frutta di stagione. Un dolce diffuso è il kaab el ghzal ("corna di gazella"), un pasticcino ripieno di pasta di mandorle e ricoperto da zucchero. Un altro è l'halva shebakia, una pasta fritta a forma di pretzel, immersa in una pentola calda di miele e cosparsa di semi di sesamo. Gli halva shebakia sono biscotti consumati durante il mese di Ramadan. Diffusi anche i dolci di cocco al caramello (Zucre Coco).

cucina marocchina te alla menta

La bevanda più popolare è il tè verde alla menta. Tradizionalmente, fare un buon tè alla menta in Marocco è considerato una forma d'arte e berlo con gli amici e la famiglia è spesso una abitudine giornaliera. La tecnica del versare è cruciale come la qualità del tè stesso. Le teiere marocchine hanno beccucci lunghi e curvi e ciò permette al tè di essere versato uniformemete in piccoli bicchieri da una certa altezza. Per un sapore migliore, i bicchieri sono riempiti in due fasi. Tradizionalmente ai marocchini piace il tè con le bolle, così mentre versano il tè tengono la teiera alta sopra i bicchieri. Infine, il tè è accompagnato con coni o zollette di zucchero.

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Sudan: la cucina del deserto, ricca e gustosa, riesente delle influenze arabe, egiziane e inglesi.

Sudan: la cucina del deserto | cosedellaltrogusto.it

Ricca e gustosa; la cucina sudanese riesente delle influenze arabe, egiziane e inglesi. Gli ingredienti principali sono il pesce e la carne, tranne quella di maiale, che è proibita per motivi religiosi.

Carne e pesce sono preparati sotto forma di arrosto e serviti con verdure di vario tipo, spesso stufate. Tra i piatti più noti, il kebab è la caratteristica carne di manzo o montone rosolata con spezie e servita a sottili listarelle.

Diffusissimi il molah, un misto di pezzi di carne e verdura, e il fool, fave fresche o secche, che vengono utilizzate per preparare diversi piatti, tra cui il fool mediammas, zuppa di fave e yogurt. Verdure, carne e pesce sono sempre accompagnate dalla dura, pane di miglio o grano.

sudan mapTra le ricette tipiche della capitale, Khartoum, ricordiamo lo shorba, una purea di carne di agnello servita con il riso; nome simile ma ingredienti diversi per la shorbet, zuppa a base di lenticchie.

La salata maybna, invece, è un’insalata di verdure e formaggio. il cous cous è un piatto di origine berbera, il cui nome indica sia la semola sia il piatto finito, servito con verdura, carne e pesce. Il cous cous viene preparato in un tegame particolare, composto da due parti: in quella superiore viene cotta al vapore la semola, in quella inferiore si prepara il condimento.

cucina sudanese shorbet

Ampio l’uso delle spezie, come il cardamomo, originario dell’India, il carvi, spesso mescolato con aglio e peperoncino e, e la curcuma, di colore giallo arancio, utilizzata sia per insaporire che per conferire ai piatti un aspetto “colorito”. Per quanto riguarda le bevande, in Sudan sono proibiti tutti gli alcolici. E’ possibile però trovare un’ampia varietà di tè, spesso aromatizzato con l’aggiunta di chiodi di garofano o cannella, e il caffè, chiamato guhwah, preparato tostando i chicchi in una pentola speciale, che viene fatta scaldare sul carbone.

guhwah

Quindi, i chicchi vengono macinatiinsieme a chiodi di garofano e altre spezie su ui si versa acqua calda. Dopo qualche minuto di infusione, il caffè ottenuto viene filtrato con uno speciale colino d’erba e versato nelle tazze servendosi della jebena, una caratteristica caffettiera.

Come in tutti i paesi arabi, anche in Sudan si da molta importanza all’ospitalità. Il pasto diventa un momento da condividere con gioia. Di n orma, appena entrati in casa, gli ospiti ricevono un abre o un tabrihana (bevanda analcolica di frutta poco zuccherata) e poi fatti accomodare su cuscini decorati nei pressi di un tavolo basso.

sudannnimage

Il costume arabo di versare acqua da un recipiente per detergere le mani, e raccoglierla in una bacinella di rame, è un importante rituale anche in questo paese.
Il pranzo comincia con la zuppa, servita in scodelle individuali, che arrivano su un ampio vassoio di rame, riccamente decorato.

Dopo che la zuppa è stata gustata, arriva un secondo vassoio con i piatti forti. Possono essere cinque o sei piatti, in cui pescare. Non si usano coltelli o forchette. La maggior parte dei Sudanesi mangia dal piatto comune, usando pezzi dei grandi pani piatti (Kisra o Khubz) per raccogliere i sughi. Fondamentalmente si servono quattro piatti: zuppa, insalata, Shata (piatto condito con pepe forte, rosso) ed il dessert.

cucina sudanese Kisra_mtabbga

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

venerdì 17 maggio 2013

Le “palle di neve” sono delicati e buonissimi dessert di origine nordafricana che si qualificano per il loro profumo intenso e per la loro dolcezza.

Le “palle di neve” sono delicati e buonissimi dessert di origine araba, o meglio, per maggiore precisione, nordafricana. La loro preparazione non costituirà un ostacolo nemmeno per i cuochi meno esperti e, caratteristica comune a molti dolci della tradizione locale, si qualificano per il loro profumo intenso (qui di fiori d’arancio) e per la loro dolcezza.

Ingredienti principali:

confettura di albicocche
polvere o farina di noce di cocco
acqua di fiori d’arancio

Ricetta per persone n.

8

Ingredienti:

3 uova
450g di farina
un etto e mezzo di zucchero
una bustina di lievito specifica per la preparazione dei dolci
un bicchiere d’olio
confettura di albicocche
polvere o farina di noce di cocco
2 cucchiai d’acqua di fiori d’arancio

Preparazione:

  • Per iniziare, cominciare a scaldare il forno fino ad una temperatura di 180 gradi.
  • Procedere allo sbattimento delle uova con lo zucchero in una ciotola, quindi aggiungere il bicchiere d’olio, la polvere di lievito e la farina, in un composto da lavorare finché non potrà dirsi omogeneo.       
  • Ora lavorare a mano delle piccole palle di pasta del diametro non superiore ai 3 centimetri, quindi deporle su delle teglie coperta da carta per il forno.
  • Procedere a cottura per un quarto d’ora.       
  • Scaldare la confettura – in microonde o a fuoco a minima apertura – così da renderla più omogenea , e unirle l’acqua di fiori d’arancio.     
  • Porre le palline a temperatura ambiente nella marmellata, quindi rotolarle nella polvere di cocco.
  • Per finire, servire in tavola in piccoli vassoi di carta.

fonteIl Mondo dei Dolci

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Le ricette con la grappa utilizzano questo forte e pregiato liquore prodotto spesso artigianalmente.

grappa

Le ricette con la grappa utilizzano questo forte e pregiato liquore prodotto spesso artigianalmente e che può essere aromatizzato con l'aggiunta di frutta o anche di erbe aromatiche che gli conferiscono un tono particolare.

La grappa è un’acquavite tipicamente ed esclusivamente italiana.

Si ricava dalla distillazione delle bucce degli acini d’uva, comunemente chiamate vinacce, separate dal mosto al termine della fermentazione alcolica.

Il gran pregio di questo distillato va alla sua tormentata storia, infatti la distillazione nasce dall’alchimia per produrre medicinali, farmaci e rimedi (non grappa).

In molti trattati antichi di medicina e alchimia si parla di distillazione di erbe officinali, e già ai tempi degli antichi Egizi viene descritto l’uso dell’alambicco.

Nell’anno mille gli studiosi della Scuola Salernitana, impostarono le regole della giusta concentrazione alcolica per i distillati di utilizzo medico.

Nel 1300, Papa Bonifacio VIII, per curare i suoi malanni, fece ricorso all’Acqua d’oro, preparata dal medico filosofo Arnaldo da Villanova, uno tra i primi ricercatori a eseguire esperimenti sui derivati del vino e delle scorie dell’uva.

Furono però, nel 1636, i gesuiti Miguel Augusti in Spagna, Atanasio Kircher in Germania, Francesco Terzi Lana in Italia, a stabilire le regole per la produzione del distillato di vinaccia, riconosciuta come materia prima fonte di alcol.

La grappa: i processi produttivi.

grappa bicchiere

Il perfezionamento delle tecniche di distillazione delle vinacce, avvenne grazie agli esperimenti nel corso degli anni seguenti.

L’alambicco, “semplice” distillatore di erbe, fu perfezionato per ottenere dei distillati ricchi di alcol.

Gli apparecchi distillatori si dividono in due gruppi: Continui e Discontinui.

Negli apparecchi continui si distilla la vinaccia senza interruzioni dell’impianto, e permettono di distillare grosse quantità di vinaccia perciò vengono utilizzati dalle grosse aziende a livello industriale.

Negli apparecchi discontinui, per ogni cotta avviene una fase di carico, durante la quale l’alambicco viene riempito di vinaccia.

Terminata la fase di distillazione, avviene la fase di scarico, nella quale tutta la vinaccia esausta viene rimossa. Per distillare un’altra quantità di vinaccia si ripete l’operazione dall’inizio.

Gli apparecchi discontinui sono: a fuoco diretto, a bagnomaria o a caldaiette a vapore.

Una volta conclusa  la distillazione, viene eseguita la riduzione del grado alcolico e la refrigerazione e la filtrazione. E poi l’affinamento o l’invecchiamento.

Alla fine di questi processi la grappa è pronta per essere degustata.
La degustazione permette di individuare il carattere organolettico di questo distillato, in base alla varietà tipologica.

Per eseguire una buona degustazione, la grappa viene servita in un bicchiere a calice, un tulipano stretto e allungato, che consente di mantenere il naso alla giusta distanza dal liquido. In questo modo l’olfatto percepisce gli odori e non la pungenza dell’alcol. E’ il bicchiere ideale per l’acquavite di vinaccia, permette infatti di cogliere tutte le sfaccettature negli aromi delle grappe di qualità.

fonte: Il Mondo dei Dolci

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

giovedì 16 maggio 2013

Caipirinha un cocktail brasiliano tipico delle serate estive, fresco, semplice da fare anche in casa.

caipirinha-ricetta-622x509

Caipirinha: un tipico cocktail alcolico - brasiliano - a base di cachaca – il distillato della canna da zucchero più bevuto in Brasile-. Infatti in questo Paese lo troviamo un po' ovunque: ristoranti, bar e la sua popolarità è aumentata al di fuori dei confini nazionali solamente dopo che è stato inserito tra i cocktails più richiesti nella speciale classificazione IBA.

La parola “caipirinha” è il diminuitivo di “caipira”, che sta per contadino. Vi sono numerose varianti di questo cocktails:
La Caipivodka: meglio conosciuta come Caipiroska, la vodka sostituisce il cachaça;
La Caipirissima: ovvero una variante con rum al posto del cachaça;
Caipirao: tipico drink portoghese, con il liquore Beirao al posto sempre del cachaça;
Caipirita: qui si utilizza il Tequila.
Caipiritaly: ideato da Beppe Castiello e Luigi Manzo, con al posto del cachaça, il Bitter Campari.
Esistono anche delle versioni con frutta fresca, definite Caipifruta, dove al posto del lime vengono utilizzati altri tipi di frutta (singolarmente oppure insieme), come kiwi, ananas, limoni, mango...

Ingredienti:

1/2 di lime
3 cucchiaini di zucchero di canna
ghiaccio tritato
cachaca


Preparazione:

  • Ecco come preparare la caipirinha:
  • Tagliare il Lime a metà e poi in 4 pezzetti tutti di uguale misura, adagiare i cubetti nel bicchiere.
  • Aggiungere lo zucchero e con il pestello esercitare una leggera pressione sulla polpa del Lime, è utile eseguire movimenti rotatori, per fare uscire il succo, facendo attenzione a non comprimere troppo la buccia amara; si aggiungono i cubetti di ghiaccio spaccati e infine la cachaça.
  • Come guarnizione aggiungere una fetta di Lime (tagliata sottile) inserendola sul bordo del bicchiere.
  • Servire il drink con due cannucce. Il drink non va shakerato né agitato va mescolato con lo stirrer.

cachaca

La Cachaça (chiamata anche Pinga) è il distillato tipico del Brasile, ottenuto dalla canna da zucchero. In Brasile è conosciuta con un'infinità di nomi diversi (più di 2000 nomi diversi e oltre 5000 marche), oltre ad essere la bevanda maggiormente consumata. La sua gradazione si aggira intorno ai 40 gradi.

Anche la storia della Cachaça è legata ai conquistadores, i quali colonizzarono le terre del “Nuovo Mondo” ed iniziarono a coltivare la canna da zucchero. La coltivazione di canna diviene l`attività principale delle fazendas brasiliane (le cosidette engenhos). Oltre allo zucchero, dalla graminacea si ottenne un vino dolciastro chiamato cagaça o cagassa, distribuito tra gli schiavi per attenuarne le fatiche.

Tra il 1532 ed il 1548 nell`Engenho Erasmus della Capitania de São Vicente (odierno stato di São Paulo), si pensò a distillare la cagaça, ovvero il vino di canna: si ebbe così un liquore forte, chiaro e gradevole che viene battezzato come Cachaça. Dopo di ciò l'aguardente de cana si diffuse a macchia d`olio acquistando presto valore, tanto da venire usato addirittura come moneta di scambio per l`acquisto degli schiavi.

La Cachaça si produce esclusivamente in Brasile con distillazione che può essere sia continua che discontinua. Dalla distillazione si ricava un prodotto di gradazione che varia dai 68 ai 70 gradi alcolici; poi si riduce fino a circa 40 °C ed infine viene fatta riposare in botti di legno. L'invecchiamento non supera i dodici anni ed il legno usato è generalmente di quercia bianca brasiliana.

fonte: Il Mondo dei Dolci

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Le 10 ricette più lette e più viste del mese: Aprile 2013.

1.- Zucchine al forno.

2.- Paella valenciana, piatto tipico spagnolo.

http://www.cucinaconme.it/images/paella.jpg

3.- Cannelloni al forno.

4.- Panettone farcito, per concludere il gran pranzo.

5.- I Dolci della Memoria, prima puntata.

6.- L'asado argentino, il modo per eccellenza di concepire la cottura della carne.

 

7.- Riso alla cantonese.

 

8.- Ravioli di Zucca.

 

9.- Torta meringata con crema al limone.

 

10.- Polpettone ripieno, con salsiccie e bietole.

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Pilau riso con carne e spezie tipica ricetta della cucina tanzaniana.

 

La parola pilau deriva dal termine persiano pilav o pilaw, che è anche l'origine di pilaf, come nel "riso pilaf". La tecnica di cottura del riso pilau si è sviluppta attraverso il Medio Oriente e l'Asia dell’ovest (cioè Turchia, India, Pakistan). È stato esportato in Africa dagli arabi e gli schiavi Africani lo hanno portato in America. È particolarmente comune nei Carabi e nel sud america. In Africa dell’ovest e nelle Americhe il nome è diventato pearlu, perloo, perlau, plaw eccetera. Qualunque sia il nome, il pilau è composto da riso, verdure e carne cucinata nel brodo.
Questo è il modo swahili di cucinare un piatto di riso onnipresente.

Ingredienti principali:

semi di cumino
pepe nero
chiodi di garofano
cannella
semi di cardamomo

Note.

368 calorie a porzione

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

Mezzo cucchiaino da tè di semi di cumino
Mezzo cucchiaino da tè di chicchi interi di pepe nero
Parecchi chiodi di garofano interi
un bastoncino di cannella (o alcuni pizzichi di cannella macinata)
alcuni semi di cardamomo (o alcuni pizzichi di cardamomo macinato)
olio per friggere
molti spicchi d’aglio
due cucchiaini da tè di zenzero fresco
tre tazze di riso (crudo)
due o quattro cipolle, tagliate
un Kg di carne (vitello, pollo, capra, pesci, gambero, o gamberetti), tagliata a pezzetti
due o quattro pomodori, tagliati (o inscatolati)
due o quattro patate, sbucciate e tagliate in quarti
una mela, sbucciata e tagliata a fette (facoltativa)
una tazza di uva passa o uva sultanina (facoltativa)

Preparazione: 45’ + 10-20’  di cottura

  • Unite il cumino, i granelli di pepe, i chiodi di garofano, la cannella ed il cardamomo in un tazza da tè, ricoprite con acqua calda, mescolate ed mette da parte.
  • Consiglio: le spezie possono essere legate in un piccolo sacco, come una bustina di tè, o possono essere messe in un filtro del tè prima di inserirle nell'acqua calda.
  • Ciò evita di mangiare le spezie intere nel piatto quando viene servito.)
  • Macinare insieme l'aglio e lo zenzero e mettetelo da parte. Lavate il riso, scolatelo e mettetelo da parte.Scaldate l’olio in una padella profonda.
  • Friggete le cipolle fino a che sono dorate.
  • Mescolate.
  • Aggiungete l'aglio e lo zenzero.
  • Continuate a mescolarsi e friggere fino a che i sapori non si sono mescolati e dovrebbe sviluppare un aroma piacevole.
  • Aggiungete la carne, mescolate e cucinate a fuoco alto fino a brunire la carne sulla parte esterna.
  • Riducete il calore ed lasciate riposare per alcuni minuti.
  • Rimuovete la carne e la maggior parte delle cipolle e mettetele da parte.
  • Aggiungete il riso e mescolate completamente per ricoprire tutto riso d'olio. Aggiungete le spezie e l'acqua.
  • Mescolate.
  • Attendete cinque minuti.
  • Aggiungete i pomodori.
  • Coprite e lasciate riposare per alcuni minuti.
  • Mescolate occasionalmente.
  • Controllate ogni pochi minuti per vedere se è necessaria altra acqua e aggiungere l'acqua (o brodo) quanto basta.
  • Mescolate il liquido aggiunto.
  • Dopo dieci minuti aggiungete le patate (e/o le mele o uva passa facoltative) e la carne e le cipolle.
  • Mantenete coperto, continuate a controllare, aggiungete l'acqua se la parte inferiore della padella è asciutta.
  • Continuate a cucinare a fuoco lento per altri dieci minuti.
  • Rimuovete la padella dal fuoco, e copritela.
  • Disponete la padella nel forno caldo per i dieci - venti minuti aggiuntivi.
  • Tutta l'umidità dovrebbe essere assorbita dal riso e le patate dovrebbero essere tenere. Servite caldo.

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

martedì 14 maggio 2013

Cedri ai peoci per una cena tra amici.

CedriPeoci

Nei molluschi con conchiglia si trovano concentrati molti minerali, e il più importante è lo zinco, che nell’organismo è secondo solo al ferro e assolve numerose funzioni: disintossica, produce energia e favorisce la formazione di oltre 2.000 enzimi digestivi.

Ingredienti principali:

cedri
peoci con valva
olive

Note.

368 calorie a porzione

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

2 cedri grandi
500 g di peoci con valva
16 olive farcite con peperone
80 g di salsa tonné
olio
sale
pepe


Per la salsa:

6 tuorli
180 g burro
1/2 limone
olio
sale

Preparazione: 40’ + 10’ di cottura

  • Tagliate a metà i cedri, raccoglietene la polpa, eliminate i semi, frullatela con due-tre cucchiai di olio fino a ottenere un composto spumoso e denso.
  • Unite la salsa tonné.
  • Lavate i peoci, trasferiteli in una padella larga e,senza aggiungere acqua, fateli aprire a fuoco basso, ritirateli.
  • Su otto stecchini di legno infilate un’oliva e un frutto di mare.
  • Disponete in quattro mezzi cedri vuoti nel piatto da portata, salateli, pepateli, riempiteli con la spuma di cedro tonné, decoratene ognuno con due stecchini, fissandoli nella buccia in modo che restino in piedi.
  • Servite i cedri e i restanti peoci in un piatto a parte.

peocio

Il mitilo mediterraneo (Mytilus galloprovincialis Lamarck 1819) - chiamato comunemente muscolo nelle regioni nord-occidentali, peocio in quelle nord-orientali e cozza nell'Italia centro-meridionale, è un mollusco bivalve ed equivalve. Talvolta è impropriamente chiamato mitile.
Da un punto di vista delle calorie contenute nella parte edibile del mitilo, si ha una media di 58 calorie ogni 100 gr. Significativo l'apporto dietetico di ferro, ammontante a 5,8 mg ogni 100 gr di parte edibile.
Il mitilo mediterraneo è edule, ma il suo consumo richiede molte precauzioni poiché esso può essere facilmente ricettacolo di batteri e/o virus molto pericolosi, specialmente se cresciuti in zone marine prossime a scarichi urbani od in zone ove le correnti marine trascinano elementi provenienti da acque reflue. Infatti essi, come d'altro canto tutti i lamellibranchi, filtrano attraverso le loro branchie, una gran quantità di acqua trattenendone particelle e microorganismi in essa sospesi
Molte sono le ricette gastronomiche per la cottura:

    in padella con vino bianco ed aromi vari, inclusi i gusci da gettare prima di servire
    come componente di spiedini
    fritti in pastella
    gratinati in forno con prezzemolo, aglio ed olio di oliva

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Cappesante al timo gratinate con salsa d'uova

Cappesante al timo gratinate con salsa d'uova

Nei molluschi con conchiglia si trovano concentrati molti minerali, e il più importante è lo zinco, che nell’organismo è secondo solo al ferro e assolve numerose funzioni: disintossica, produce energia e favorisce la formazione di oltre 2.000 enzimi digestivi.

Ingredienti principali:

cappesante
riso
fumetto di pesce

Note.

550 calorie a porzione

Ricetta per persone n.

6

Ingredienti:

24 cappesante
300 g riso
1/4 fumetto di pesce
1 limone
1 cipolla media
profumo di aglio
brandy
timo
sale
pepe


Per la salsa:

6 tuorli
180 g burro
1/2 limone
olio
sale

Preparazione: 35’ + 30’ di cottura

  • Pulite le cappesante eliminando la parte color nocciola.
  • Tenete da parte i gusci ben lavati. In un tegame scaldate tre cucchiai d’olio.
  • Insaporitevi uno spicchio d’aglio ed eliminatelo quando è diventato dorato.
  • Aggiungete un pizzico di timo e le cappesante, lasciate colorire due minuti, spruzzatele con il brandy, fate evaporare.
  • Salate e pepate con moderazione.
  • Preparate la salsa: in una ciotola amalgamate i tuorli con il burro prima lasciato ammorbidire, il succo di limone e un pizzico di sale, mescolate fino a ottenere un composto omogeneo.
  • In un tegame versate il fumetto di pesce, aggiungete la cipolla tritata e il riso, ponete in forno caldo a 175° e lasciate assorbire il liquido in circa diciotto minuti.
  • Su un piatto da forno distribuite il riso, sopra adagiate i gusci delle cappesante, su ognuno mettete il loro mollusco insaporito al timo e un cucchiaio della salsa d’uova.
  • Ponete in forno a gratinare.
  • Ritirate, fate riposare cinque minuti e servite.

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Calamari farciti alla griglia.

Calamari farciti alla griglia

Ingredienti principali:

calamari
burro
aglio

Note.

389 calorie a porzione

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

8 calamari puliti
50 g di burro
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio
sale
pepe

Preparazione: 25’ + 35’ di cottura

  • Lessate i calamari con i loro tentacoli in acqua salata a bollore per circa venti minuti, sgocciolateli.
  • Togliete i tentacoli e tritateli finemente.
  • Amalgamateli con il burro, l’aglio e il prezzemolo tritati, un pizzico di pepe e uno di sale.
  • Con il composto preparato farcite le sacche dei calamari, chiudetele con uno stecchino, spennellatele d’olio insaporito con sale e pepe.
  • Disponete i calamari sulla griglia del forno e cuocete, per circa dieci-quindici minuti, alla massima temperatura voltandoli spesso. 

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

I miei preferiti

Ultime Ricette Pubblicate

Mutui & Finanze on Line

Conto Corrente 468x60 gif

Antipixels

i migliori blog! (ricette di cucina) WebShake – cucina Segnala Feed BlogNews Add to Technorati FavoritesAndrix portale italiano di social news All Cooking Sites Ricette VelociTOP 100 FOOD SITES IT FoodBlog GiornaleBlog Notizie Blog di Cucina Aggregatore di blog Blogstreet - dove il blog è di casa ” Aggregatore Paperblog ElencoSiti Add to Technorati Favorites Directory dei blog italiani BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Il Bloggatore - Cucina Programming Blogs - Blog Catalog Blog Directory Aggregatore http://www.wikio.it BlogNews website counter Miglior Blog Feedelissimo Registrazione Sito Questo sito è segnalato da Akkiapparicette Ricette di cucina food bloggermania Top blogs di ricette