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Erbazzone tipica specialità gastronomica reggiana.

Pubblicato da Maria Susana Diaz il 09/10/2013 | 16:57

L'erbazzone è una tipica specialità gastronomica reggiana. In dialetto viene chiamato scarpasòun, o scarpazzone italianizzato, perché, nella sua preparazione, le umili famiglie contadine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola. Lo scarpazzone è quindi "di stagione" da fine giugno ai Santi, il periodo di crescita delle bietole.

Ingredienti: per 4 persone

    300 g di farina
    60 g di burro

Per il ripieno:

    1,5 kg di bietole
    100 g di grana grattugiato
    1 uovo
    1 spicchio di aglio
    2 cucchiai di olio di oliva
    burro per la teglia
    sale

erbazzone

Preparazione: 25’ + 40’ di cottura

  • Mondate, lavate le bietole e fatele cuocere in poca acqua leggermente salata per 5 minuti; scolatele, strizzatele e tritatele.
  • Scaldate l’olio in una casseruola e unite l’aglio e le bietole, lasciandole insaporire per qualche minuto mescolando spesso.
  • Eliminate l’aglio, versate le bietole in una terrina, aggiungete l’uovo, il grana, una presa di sale e mescolate con un cucchiaio di legno, amalgamando bene gli ingredienti.
  • Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, unite al centro il burro (un tempo si usava lo strutto), ammorbidito e ridotto a fiocchetti, e impastate versando l’acqua necessaria fino a ottenere un composto liscio ed elastico.
  • Stendete la pasta con il matterello ricavandone due dischi molto sottili, uno del diametro della teglia (20-22 cm) e l’altro più grande e leggermente più spesso.
  • Foderate con il disco più grande la teglia unta di burro, versate sopra il composto di bietole livellandone la superficie, coprite con il disco più piccolo e saldatelo al bordo della pasta sottostante.
  • Punzecchiate con i rebbi di una forchetta la superficie e infornate a 190 °C per circa 30 minuti.
  • Volendo, l’erbazzone si può preparare con un solo disco di pasta, lasciando scoperto il ripieno.

Vino consigliato: L’erbazzone è una preparazione di sapore caratterizzato, ma gentile; si abbina a vini bianchi a loro volta garbati come il Bianco dei Colli di Scandiano e Canossa o il più aromatico Sauvignon dei Colli di Parma.

            vino Colli di Scandiano e di Canossa1

            Il vino bianco Colli Di Scandiano E Di Canossa prodotto specialmente in Emilia Romagna è un vino Sauvignon Bianco Secco Frizzante, Passito, Riserva, la cui coltivazione e lavorazione abbonda specialmente nei comuni di Albinea, Fogliano, Scandiano, Casalgrande, Sassuolo, Canossa, Cavriago, dove col tempo la tradizione del vino Colli Di Scandiano E Di Canossa Sauvignon Doc ha assunto le caratteristiche di un prodotto di qualità indiscutibile. Numerosi sono, infatti, i produttori di qualità presenti in questa regione, alcuni dei quali di distinguono per la loro qualità e per la fama della loro coltivazione. Anche il vino Colli Di Scandiano E Di Canossa Sauvignon Doc presenta le caratteristiche generali di tutti i vini bianchi che, a differenza dei vini rossi, sono segnati da una vinificazione che non annovera nelle sue fasi il contatto tra vinacce e mosto in trasformazione.

            Caratteristiche:

            In relazione alla vinificazione dei vini bianchi, ovvero in merito a quell'iter che consente all'uva di trasformarsi in vino, si deve essere molto cauti in ogni fase in quanto va evitato il contatto con l'aria che potrebbe dare il via a ossidazione e pertanto compromettere la qualità del vino. Anche il vino Colli Di Scandiano E Di Canossa Sauvignon Doc si distingue per determinate caratteristiche che sono tipiche di tutti i vini bianchi: il colore che ad un primo sguardo si presenta giallo in tonalità che mutano dall'ambrato al verdolino, dal dorato al paglierino, il profumo che in linea di massima assume i toni del floreale o del fruttato, il sapore solitamente meno corposo rispetto a quello dei vini rossi. I vini bianchi, appunto, sono generalmente meno alcolici dei rossi e pertanto più facilmente consumabili anche nelle stagioni calde, e si caratterizzano per un sapore dai toni intensi ma delicati con lievi sfumature di liquirizia, cannella e tabacco biondo. I vini bianchi vanno consumati in generale dopo due o tre anni dalla vendemmia, sebbene negli ultimi tempi alcuni intenditori stiano rivedendo la capacità dei vini bianchi di stagionare. Proprio per questo esistono alcuni vini bianchi molto vecchi, che per grandi linee sono il risultato di una vinificazione abbastanza lunga.

            Ricette consigliate:

            L'ottima cucina e le storiche tradizioni culinarie della regione Emilia Romagna sono ben stimolate dal gusto e dagli aromi inconfondibili del vino Colli Di Scandiano E Di Canossa Sauvignon Doc. In linea di massima questo tipo di vino riesce a sposarsi bene conla maggior parte dei prodotti regionali, ma se volete gustarne appieno le magnifiche caratteristiche allora vi consigliamo le seguenti ricettescorfano al forno con peperoni, passatelli all'emiliana, orata al cartoccio. Da tenere a mente che questo vino Sauvignon Bianco va servito come la maggior parte dei vini bianchi ad una temperatura che varia tra i 7° e i 9°, preferendo per il servizio il calice, la flute o la coppa.

            vino Colli di Scandiano e di Canossa

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            A proposito di: Maria Susana Diaz

            Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

            1 commenti :

            1. L'erbazzone è una tipica specialità gastronomica reggiana. In dialetto viene chiamato scarpasòun, o scarpazzone italianizzato, perché, nella sua preparazione, le umili famiglie contadine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola. Lo scarpazzone è quindi "di stagione" da fine giugno ai Santi, il periodo di crescita delle bietole.

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