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Sulle strade del vino in Italia: viaggio da nord a sud nei comuni più “alcolici”.

Pubblicato da Maia Susana Diaz il venerdì 27 dicembre 2013 | 11:28:00

I vini prodotti nella nostra terra sono innumerevoli: ma avete mai pensato alla bellezza dei luoghi in cui vengono prodotti? Non potendo visitarli tutti ci siamo fermati in quei posti famosi per aver dato il loro nome a celebri etichette. E se il succo di Bacco ci risveglia le papille gustative, tutto il resto è una gioia per gli occhi.

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L’Italia, si sa, è conosciuta nel mondo per essere terra di antichi sapori e ottimo cibo. E di vini preziosi. La nostra fama in materia può quasi reggere il paragone con quella dei nostri cugini francesi. Certo, all’estero non hanno la minima idea di quanto ricca possa essere la nostra produzione enologica. Anche perché in realtà noi stessi possiamo solo averne un quadro piuttosto vago. Sommelier e intenditori girano tutto lo stivale per scovare le migliori produzioni di ogni annata, viaggiando tra cantine e agriturismi. Poverini, commenterete sarcasticamente, ma c’è da dire che il palato fine non è da tutti. Ciò nondimeno niente ci impedisce di metterci in viaggio per tentare la stessa impresa. Un viaggio che probabilmente non avrebbe mai fine: praticamente ogni piccolo comune di Italia ha un suo vitigno dal quale estrae l’orgoglio locale. Difficile decidere da dove cominciare: ecco perché abbiamo voluto buttare giù una breve lista di alcuni tra i luoghi più famosi del nostro paese per la produzione vitivinicola. L’occasione non è solo quella di far decantare il delizioso succo d’uva, ma anche quella di scoprire piccoli comuni e località che sono di per sé dei gioielli da visitare. Da nord a sud, l’ebbrezza di una vacanza in Italia tutta da degustare.

Barolo, Piemonte

Barolo

Foto di Megan Mallen

Il nostro itinerario comincia da una delle regioni più produttive di Italia: non stupitevi infatti se ci fermeremo a lungo da queste parti. Il comune in provincia di Cuneo dà il nome a uno dei vini più rappresentativi della regione e di tutto il paese. Il Barolo, estratto dall’uva del Nebbiolo, viene prodotto in undici comuni dell’area. Il paesino omonimo ha meno di ottocento abitanti, ed è posto su un piccolo altopiano dove domina l’antico castello dei Marchesi Falletti. Un altro castello, quello della Volta, si trova poco fuori il territorio comunale ed è di proprietà di un’azienda vinicola che produce proprio questo vino. La cultura del Barolo è evidente in due musei caratteristici: il Wine Museum e il curioso Museo dei Cavatappi antichi.

Barbaresco, Piemonte

Barbaresco

Foto di Alessandro Vecchi

Dal Nebbiolo viene prodotto un altro vino, tra i più pregiati ed esportati d’Italia. L’economia di questo piccolo comune ruota tutta attorno al vino omonimo. Una produzione che sembra risalire addirittura agli antichi Galli, mentre altri ritengono che il nome derivi dalle popolazioni barbare che hanno causato la caduta dell’impero romano. Assieme al Barolo, il Barbaresco è stato uno dei primi vini italiani ad ottenere la certificazione DOCG. Il piccolo centro di appena settecento abitanti riceve turisti da tutto il mondo proprio grazie alla passione per il suo vino, che viene prodotto solo in altre tre località delle Langhe piemontesi. La cultura vinicola è presente ovunque, tanto che persino l’ottocentesca Chiesa di San Donato è stata riadattata a enoteca regionale. L’intero panorama agreste è visibile dalla collina dove si trova il comune, il cui simbolo più evidente è la torre medievale.

Alba, Piemonte

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Foto di Blue Moon in her eyes

Restiamo nelle Langhe: a pochi passi da Barbaresco si trova il comune di Alba, il secondo più grande della provincia di Cuneo dopo il capoluogo. Anche qui viene prodotto il Barbaresco, precisamente nella frazione di San Rocco. Ma Alba è conosciuta per lo più per il suo Barbera, un vino che è totalmente l’opposto del suo parente più blasonato: rude e popolare, è considerato una classica bevanda da pasto. Ultimamente però si sta riscattando grazie a delle nuove tecniche di vinificazione che ne esaltano le qualità. La città di Alba conserva numerose testimonianze del suo glorioso passato, dalle mura medievali ai palazzi rinascimentali. Al centro storico si contrappone un tessuto urbano più moderno forte della rivoluzione urbanistica avvenuta dopo il periodo della Rivoluzione Francese. Il contrasto tra moderno e antico si nota anche nell’economia del paese. Da un lato vi è quella basata sulle industrie che rendono la cittadina un importante polo europeo (tra le altre qui è nata la Ferrero); dall’altro quella del turismo enogastronomico e delle fiere di paese, che ridanno vita a manifestazioni di folklore medievale, come il Palio degli Asini.

Asti, Piemonte

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Foto di Ian Spackman

Concludiamo il nostro viaggio nella regione piemontese con una tappa immancabile. La città di Asti è celebre nel mondo per il suo spumante omonimo, in assoluto tra i vini italiani più esportati all’estero. Spesso scatta la confusione con un altro celebre vino astigiano, il Moscato, che viene scambiato per uno spumante nonostante non lo sia. Il malinteso è comprensibile poiché entrambi i vini provengono dal vitigno del Moscato Bianco, ma è in realtà un errore che viene gravemente commesso anche nell’ambito della ristorazione. La cultura del vino frizzante è così forte che la città ha dato persino il nome alla Coppa Asti, un tipo di bicchiere utilizzato proprio per servire lo spumante. Asti si distingue tra le città piemontesi per il suo patrimonio artistico e architettonico, ricco di vestigia romane (la torre e l’anfiteatro), chiese medievali e palazzi barocchi.

Valpolicella, Veneto

Valpolicella

Foto di Ilares Riolfi

Copriamo un’intera area geografica della regione veneta per un semplice motivo: dà il nome all’Amarone, un vino rosso che non deve far storcere il naso per il suo nome. Il sapore è pieno, per niente amaro, ma la denominazione è stata data per distinguerlo da un altro vino dolce della Valpolicella, il Recioto. La produzione dell’Amarone si svolge in diversi comuni, precisamente  Negrar, Marano, Fumane, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano. Il paesaggio è splendidamente vario, sia dal punto di vista naturalistico che quello urbanistico. Una zona montuosa si alterna a una collinare e una pianeggiante. Mentre l’intero territorio è contraddistinto dalla ricchezza delle ville venete del XV secolo, così come da piccole contrade di case rurali. Vi è inoltre un’enorme abbondanza di chiese romaniche e pievi, così come di siti archeologici. Insomma, bicchiere di Amarone alla mano, avrete di che visitare.

Castelvetro di Modena, Emilia Romagna

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Foto di Marco Carboni

Il Lambrusco è un altro dei vini simbolo del nostro paese, tra i più commercializzati all’estero. Non solo, ma si tratta di uno dei pochi vini rossi o rosati frizzanti di produzione nostrana.  I vitigni sono tutti sparsi all’interno della provincia di Modena e Reggio Emilia. Noi abbiamo deciso di portarvi in un piccolo comune che dà il nome a una varietà particolare di questo vino, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Rosso. Anche se prende il nome da un singolo comune, viene in realtà prodotto in tredici centri del modenese:  tra questi anche Maranello, che non è quindi solo la sede dello stabilimento della Ferrari. Se sostate a Castelvetro potete ammirare alcune delle torri, tipiche dei centri storici dell’emiliano, nonché il castello di Levizzano Rangoni.

Montalcino, Toscana

Montalcino

Foto di O.S

La produzione vitivinicola nella regione italiana più famosa tra i turisti stranieri è immensa, e sarebbe riduttivo parlare solo di alcuni vini. Ahimè ci tocca farlo, e non ci resta che scegliere tra i più famosi. Nella provincia di Siena si celano due paesini che danno il nome a due celebri etichette. Il primo è Montalcino, famoso per il Brunello, il cui succo rosso è ricavato dall’uva Sangiovese, uno dei vitigni più diffusi in Italia dal quale si ricavano numerose varietà in tutte le regioni. Sin dal Medioevo il paesino era conosciuto per la coltivazione dell’uva e il vino che se ne ricavava. Naturalmente il paesino si conserva perfettamente come appariva nell’era dei Comuni, con le fortificazioni della cinta muraria e la fortezza ancora intatta. Il Palazzo dei Priori si erge nella piazza principale e numerose chiese di epoca medievale arricchiscono il nucleo storico della cittadina.

Montepulciano, Toscana

Montepulciano

Foto di Io Tangelini

Montepulciano è l’altro comune del senese particolarmente famoso per la sua produzione vinicola. Una fama che risale addirittura all’epoca etrusca, cosa che rende il vino rosso locale uno dei più antichi d’Italia. Solo dagli anni ’30 però la produzione derivata da un vitigno clone del Sangiovese è conosciuto come Vino Nobile di Montepulciano; da non confondersi con il Montepulciano d’Abruzzo, che è invece prodotto nell’omonima regione a partire dal vitigno originale. Il borgo medievale è racchiuso tra mura del XIV secolo che conferiscono al paese un’atmosfera d’altri tempi, ed è per questo che è stato spesso scelto come set cinematografico naturale (uno degli ultimi film prodotti è Twilight: New Moon). Approfittate della vostra pausa a Montepulciano per una sosta alle terme: le terapie che si svolgono qui non sono solo a base di fanghi e massaggi ma anche, neanche a dirlo, di vino.

Chianti, Toscana

Colline-del-Chianti

Foto di Francesco Sgroi

Non potevamo non includere nel nostro itinerario in Toscana la mitica regione collinare che dà il nome a quello che è forse il vino più rappresentativo dell’Italia nel mondo. Nonché il più prodotto in Toscana: dalla sola uva Sangiovese si ricavano più di dieci varietà dello stesso vino estratto nelle provincie di Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia, Prato. In pratica dovunque andrete nella regione potrete degustare un Chianti diverso. Ma la zona del Chianti è compresa esclusivamente tra Firenze, Siena e Arezzo: si tratta di una piccola catena montuosa, anche se i rilievi sono poco più che colline. Ma se volete avere una visuale completa del verde panorama recatevi a Greve in Chianti, dove si trova il monte San Michele, la “vetta” più alta.

Castelli di Jesi, Marche

Montecarotto

Foto di Elio Sebastianelli

Mai sentito parlare del Verdicchio? È un vitigno che cresce in tutte le Marche è che viene utilizzato per produrre l’omonimo vino bianco. Due sono le sue produzioni principali: il Verdicchio di Matelica, prodotto nella provincia di Macerata, e il Verdicchio Castelli di Jesi, ottenuto nella provincia di Ancona. Le strade del Verdicchio in pratica attraversano tutta la regione, ma se possiamo scegliere solo un posto dove fermarci, possiamo sostare nei due comuni simbolo delle due varietà di vino. Nel primo caso si tratta ovviamente di Matelica, un bellissimo paese con un centro storico perfettamente conservato, che guarda da un lato alla valle e dall’altro all’appennino. Per gli amanti della cultura il paesino ha anche un interessante polo museale. Tra i castelli di Jesi scegliamo invece Montecarotto, perfettamente distinguibile nella campagna marchigiana dal suo colle sul quale si erge la chiesa di Santissima Annunziata. Bellissime sono le mura e i torrioni dell’antico castello. Ma ancora più bella è la campagna dei vigneti che circonda il paese e che in autunno acquisisce dei colori stupendi. Tutte queste caratteristiche hanno favorito il turismo di Montecarotto, non solo per motivi enogastronomici, ma anche perché si tratta di un bellissimo centro da visitare a pochi passi dalla rinomata area balneare di Senigallia. Non mancano le manifestazioni dedicate al Verdicchio, che qui viene prodotto in diverse varietà, tra cui lo spumante e il passito.

Frascati, Lazio

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Foto di General Cucombre

Dai Castelli di Jesi ai Castelli Romani: il Frascati è il vino della gente, da tavola, e per questo molto amato, tanto da essere indirettamente osannato nella celebre canzone popolare La società dei magnaccioni come il tipico “vino de li castelli”. E la stessa Frascati regala qualcosa in più ai suoi visitatori con le sue famose ville tuscolane, risalenti ai tempi dell’aristocrazia papale. Ancora più impressionante è la settecentesca cattedrale barocca. La sera il paese regala uno splendido panorama sulle luci dei paesi che popolano i Colli Albani, e che si stende fino alla capitale.

Montefalco, Umbria

Montefalco

Foto di Zyance

Due sono i vini che prendono il nome da questo comune. Ma mentre il Montefalco rosso può essere prodotto in tutta la provincia di Perugia, il Sagrantino di Montefalco può essere prodotto solo nel comune omonimo più in parte in altri centri vicini (Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria: se avete in mente di pianificare un itinerario consultate la nostra guida dell’Umbria). Numerose sono le manifestazioni durante l’anno dedicate alla tradizione vitivinicola del paese: tra queste ci sono le Cantine Aperte, ovvero i luoghi di produzione del vino che l’ultima domenica di maggio offrono degustazioni dei loro prodotti associati ad altre specialità gastronomiche. Tenetelo presente quando pianificate il vostro viaggio sulle strade del vino. E già che siete a Montefalco, fermatevi ad ammirare le numerose chiese che conservano lavori di vari artisti umbri rinascimentali.

Taurasi, Campania

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Foto di Fiore Silvestro Barbato

Questo piccolo borgo medievale della provincia di Avellino produce uno dei vini più celebri della regione Campania. E tra i più antichi: il vitigno da cui si ricava, l’Aglianico, venne introdotto dalla Grecia tra il VII e il VI secolo a.C. E la stessa produzione vinicola risale all’epoca preromana, quando il borgo era abitato dagli irpini prima che furono gli stessi romani a impadronirsene. Passeggiando per le vie del piccolo centro sembra ancora di respirare la storia millenaria. Le strade conservano tutt’ora un aspetto tipicamente duecentesco, anche se naturalmente non mancano chiese e palazzi risalenti a epoche successive. Come spesso accade, anche questo paese si erge sulla cima di una collina, a ricordarci come nell’età dei Comuni si guardava sempre all’invasore. Sparita la preoccupazione di un attacco, oggi quello che ci rimane è uno splendido panorama.

Manduria, Puglia

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Foto di David Orban

Chi sogna la California non ha bisogno di andare troppo lontano: lo stesso clima lo si può ritrovare tranquillamente nel Salento. È qui che viene infatti prodotto il famoso Primitivo di Manduria, che viene esportato nello stato americano, dove è popolare per la sua somiglianza allo Zinfandel californiano. Il vitigno salentino risale però a più di duemila anni fa, e ancora oggi produce l’ottimo rosso. La cittadina pugliese è molto interessante per il suo articolatissimo centro storico, fatto di strade e viuzze contorte dove un visitatore potrebbe facilmente disorientarsi. Naturalmente l’aspetto più rilevante per chi arriva in Salento è quello di potersi immergere in un paesaggio ricco e stupefacente, nonché di bagnarsi nelle acque cristalline del mare, che in questo caso è lo Ionio a soli venti minuti nella zona di Campomarino.

Avola, Sicilia

Avola

Foto di gnuckx

Parlando di mare, non potevamo che concludere su un’isola. Non una qualunque, ma la splendida Sicilia, in una delle sue zona più belle, il Val di Noto. Qui, sul golfo che prende il nome dalla perfetta città barocca, sorge un’altra cittadina famosa per aver dato i natali al tipico vino siciliano: è Avola, dove per la prima volta venne installato il vitigno Nero d’Avola. E il vino che vi si estrae è prodotto in tutto il territorio siciliano. Così con il vostro calice alla mano potrete girare nella cittadina siracusana, che come la maggior parte dei centri dei dintorni presenta splendidi palazzi seicenteschi perché ricostruita dopo il tremendo terremoto del 1693. Alla fine della giornata potrete sorseggiare il vostro vino osservando il tramonto sullo splendore della costa ionica. E ripensando al vostro viaggio lungo la penisola italiana in compagnia dei vini più buoni della nostra terra.

[In apertura: foto di Megan Mallen]

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A proposito di: Maia Susana Diaz

Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

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