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Ad un pranzo importante come quello Pasquale, non possiamo non avere sulla tavola i vini da abbinare.

Pubblicato da Maia Susana Diaz il venerdì 6 aprile 2012 | 10:49:00

vini_doc_calabria
Se le preparazioni protagoniste delle nostre tavole pasquali sono tante, non possono essere da meno i vini da abbinare ai vari piatti. Ecco a voi allora qualche proposta, in cui per ogni tipo di pietanza vi segnaliamo 2 vini. 

Ma, si sa, molto spesso non è possibile avere tante etichette a disposizione ed allora evidenziamo il bianco o il rosso che può essere un felice compromesso per accompagnare l’intero pranzo pasquale. 

Tranne per il dessert, ovviamente. Li siamo costretti a un vino dolce. Le bottiglie che abbiamo scelto vogliono essere un inno alla primavera ormai arrivata: qualche fresca bollicina, dei bianchi giovani e leggiadri o dei rossi con un po’ più di corpo, ma comunque di grande bevibilità. Per questi ultimi il suggerimento è di berli freschi. 

Non freddi, ci mancherebbe, ma con qualche grado in meno rispetto alla classica temperatura ambiente: si avvantaggeranno di crocantezza, succosità e freschezza. In più ci permettiamo di darvi un altro consiglio: osate un po’ con gli abbinamenti, molto spesso quelli non scritti nei manuali e libri, sono quelli che si rivelano più azzeccati: Un esempio in tema? L’agnello pasquale con un bel bianco profumato e mediterraneo. Una delizia.
pranzo_pasquale
Con gli Antipasti.
  • Il Roero Arneis spumante è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Cuneo.
roero
    colore: paglierino più o meno intenso, con riflessi leggermente ambrati.
    odore: delicato, fresco ed erbaceo o legnoso.
    sapore: asciutto, gradevolmente amarognolo, erbaceo e tannico(aspro).
  • Bianco di Custoza.
La zona di produzione del "Bianco di Custoza D.O.C." coincide con la parte meridionale di quella delimitata per il "Bardolino D.O.C." e comprende, Tutto o in parte, il territorio dei comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Castelnuovo Veronese, Sona, Bussolengo, Pastrengo, Lazise. Il terreno è prevalentemente morenico con tipici depositi sassosi ben levigati. Il clima è mite e di media piovosita'.

Custoza, frazione di Sommacampagna, dà il suo nome al celebre vino bianco della zona, ed era un'antica "stazione di guardia e custodia" che controllava dall'alto delle sue colline i passaggi nella "via Postumia".
Bianco-di-Custoza_mappa
Caratteristiche organolettiche:
Colore: giallo paglierino.
Profumo: vinoso molto profumato, leggermente aromatico.
Sapore: sapido, morbido, delicato, di giusto corpo, leggermente amarognolo.

  • Circeo Bianco.
Il Circeo bianco è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Latina.
Il Circeo Bianco si ottiene da uve Malvasia di Candia sino a un massimo del 30%; Trebbiano toscano per non meno del 60%; altri vitigni a bacca bianca autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Latina sino a un massimo del 30%. Il Rosso e Rosato si producono con uve Merlot per almeno l’85% e da altri vitigni a bacca rossa autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Latina sino a un massimo del 15%.
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Caratteristiche organolettiche:

Colore: giallo paglierino pieno
Odore: fruttato, con sentori di frutta esotica e fini note floreali
Sapore: di medio corpo, delicato, sapido con tipico retrogusto di mandorla
  • COF Friulano della cantina Sirch (Friuli Venezia Giulia)
La terra dei grandi vini friulani forma una specie di arco che, a distanza di una decina di chilometri, abbraccia il lato orientale di Udine. Il terreno che produce i vini DOC di questa zona è costituito da marne e arenarie, che la millenaria erosione ha formato in un paesaggio di morbide colline.


Il vino simbolo dei Colli Orientali (COF secondo la sigla che appare su tutte le etichette) è senza dubbio il Tocai Friulano. Gli altri vini importanti sono il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Picolit, ma non vanno dimenticate tutte le altre tipologie che trovano in quest'area produzioni di altissimo prestigio: Cabernet, Merlot, Sauvignon, Ribolla Gialla, Schioppettino e Tazzelenghe. All'interno di tre cosiddette 'sottozone' vengono prodotti i cru Cialla, Ramandolo e Rosazzo, i cui nomi spiccano sulle etichette.
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  • Barbazzale Rosso.
Siamo in Sicilia, l’Isola del Fuoco come la definì Dante riferendosi all’Etna, un ecosistema unico al mondo la cui storia inizia con una lunga e suggestiva vicenda geologica, durata forse 500 mila o 700 mila anni, che ha dato origine alla regione etnea ed al vulcano più alto d'Europa. Un'area interamente costruita dal vulcano che nei secoli ha eruttato quantità enormi di lava.
Qui troviamo alcuni dei vigneti più vecchi coltivati in Italia, addirittura più che centenari e ancora a piede franco. Anche se non mancano impianti a cordone speronato o a spalliera la forma di allevamento più usata, che è anche quella più tradizionale, è l’alberello arrampicato su tutto il monte con l'aiuto delle nere terrazze di pietra lavica, trova da secoli la sua ideale ambientazione.
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Il Barbazzale rosso di colore rubino brillante marca al naso profumi fragranti di piccola frutta rossa, lamponi e more, fiori di campo e una bella nuance minerale. Bocca fresca, sapida ben sostenuta da un fresco nervo acido.
Il Cannonau (altrimenti detto Cannonao, Cannonadu o Canonau) è il vitigno a bacca nera più diffuso in Sardegna.
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La coltivazione di questo vitigno è diffusa in tutta l'isola ma concentrata nelle zone più centrali del territorio. Fino a poco tempo fa non se ne conosceva con certezza l'origine e la maggior parte degli esperti erroneamente lo riteneva importato dalla penisola iberica. Tuttavia recenti studi hanno dimostrato la sua endemicità, infatti resti di vinaccioli risalenti a 3200 anni fa sono stati infatti ritrovati in diverse zone dell'isola (ad esempio a Sa Osa - nella valle del Tirso, sulle colline di Sardara - a nord di Cagliari, a Villanovafranca e nel villaggio nuragico Duos Nuraghes di Borore in provincia di Nuoro), facendo del Cannonau il vino più antico del Mediterraneo "il risultato di analisi già condotte da laboratori spagnoli hanno dimostrato che il Cannonau, la cui uva ritenevano gli esperti fosse stata importata nel 1400 dalla Spagna, ha in realtà origini autoctone".
Dalle uve cannonau si produce prevalentemente il vino DOC Cannonau di Sardegna, rosso o rosato, ottenuto con al minimo il 90% di uve cannonau. L'invecchiamento obbligatorio minimo di questo vino è di un anno in botti di rovere o castagno.

Con i Dessert.
  • Alto Adige Moscato Giallo.
L' Alto Adige Moscato Giallo è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Bolzano.
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Il Moscato giallo è un vino da dessert fine ed aromatico, di colore da giallo a giallo oro, con un profumo di uva moscato e un sapore marcatamente dolce. Spesso presenta sfumature di agrumi e mele al forno.
  • Malvasia delle Lipari.
Il Malvasia delle Lipari è un vino DOC la cui produzione è consentita nell'arcipelago siciliano delle isole Eolienella provincia di Messina.
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Celebrata da Guy de Maupassant, che la definì “il vino dei vulcani”, la Malvasia delle Lipari è un vero gioiello dell'enologia mediterranea, una doc che si è guadagnata un posto in prima sulla scena enologica nazionale e internazionale. Vino dorato dai riflessi ambrati e un sapore dolce e delicato, quasi mielato, la Malvasia è detta non a caso nettare degli dei. Nasce nell'arcipelago delle Lipari, o Eolie, costituito da sette isole – Lipari, Stromboli, Salina, Panarea, Vulcano, Filicudi e Alicudi – in provincia di Messina. 

Qui il vitigno malvasia venne importato dai primi colonizzatori greci intorno al 588 avanti Cristo, e precisamente nell’isola di Salina, dove le vigne ancora oggi crescono su terreni di origine vulcanica, ben arieggiati e ventilati, a trecento metri sul livello del mare. Sembra che il nome Malvasia delle Lipari derivi da una leggenda cristiana risalente all’epoca della dominazione musulmana, secondo la quale un contadino isolano che trasportava di nascosto un’anfora colma di vino moscato, imbattutosi in un governatore arabo che indagava sul contenuto dell'anfora, per salvarsi ripose “succo di malva” pregando Dio perché tramutasse il vino in malva, e venne esaudito.

Caratteristiche organolettiche:
    colore: giallo dorato o ambrato;
    odore: aromatico, caratteristico;
    sapore: dolce, aromatico, armonico;
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A proposito di: Maia Susana Diaz

Ho deciso di aprire questo blog, per condividere insieme ad altre persone la passione che ho per la cucina, da qui il titolo del blog, non mancheranno ricette classiche, rivisitate, personali e cercherò di spaziare il più possibile. Le ricette che troverete rispecchiano il mio quotidiano, spero di riuscire per quanto sia la mia modesta esperienza di poter esservi utile nei miei consigli, perchè qualunque cosa decidiate di fare, la cucina richiede tempo, amore e passione.

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