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sabato 28 aprile 2012

Arrosto al profumo di timo.


Ingrediente Principale:
Magatello di vitello - Cipolline - Vino bianco - Cedro
Ricetta per persone n.
4
Note:

Ingredienti
800 g di magatello di vitello
un limone non trattato
un dl di vino bianco
un mazzetto di timo
100 g di cipolline
un cedro
farina
40 g di burro
sale
Preparazione:  10' + 1 ora di cottura 
  • Passate la carne in un velo di farina.
  • Scio­gliete il burro in una casse­ruola e fatevi rosolare la carne girandola più volte in modo che prenda colore in modo uniforme.
  • Bagnate con il vino.
  • Unite 2 mestoli di ac­qua calda, il succo di mezzo limone, il timo e un pizzico di sale. 
  • Coprite e cuocete per circa 40 minuti.
  • Scottate le cipolline in acqua bollente, scolatele e pelatele.
  • Tagliate la scorza di mezzo limone a julienne e scottate anche questa per qualche secon­do in acqua bollente. 
  • Ag­giungete le cipolline e le scorzette all'arrosto, bagna­telo con il succo del limone rimasto e cuocete senza coperchio per 10 minuti unendo, se necessario, un mestolino di acqua calda. 
  • Tagliate l'arrosto a  fette sottili, disponete­le in un piatto alternandole con fettine sottili di cedro, irrorate con la salsa e ser­vite con le cipolline


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venerdì 27 aprile 2012

I Dolci della Memoria: pasta reale, tipico dolce mistrettese, a base di pasta di mandorle, modellato esclusivamente a mano.

La Pasta Reale è fatta di Marzapane, una preparazione dolciaria più o meno consistente, costituita da pasta di mandorle finemente suddivisa ed amalgamata con albume d'uovo e zucchero, riconosciuta prodotto tipico della regione Sicilia. In origine in Sicilia veniva unita ai frutti freschi per far gioire i bambini. Si racconta che a Palermo al convento della “Martorana” da cui appunto prenderebbe il nome, le monachelle attendevano la visita di un illustre prelato e per abbellire il giardino pensarono di rimpiazzare i frutti ormai raccolti con i dolci di marzapane a forma e colore di arance, mandarini e limoni, fu un grande successo. Poi con la fantasia e la bravura dei pasticcieri Siciliani vennero realizzate tante altre coloratissime forme. La frutta Martorana è uno dei dolci tipici che viene utilizzato per fare dei coloratissimi cesti da regalare per le belle occasioni e per spedire come dolce regalo all’estero. Con la pasta reale si fanno molti dolci siciliani, oltre la frutta martorana, le pecorelle pasquali, le olivette di sant'Agata catanesi e l'involucro della cassata. La sua preparazione casalinga è abbastanza semplice.
Mistretta, la Città di Am-Asthart, cioè della Dea Astarte, fondata dai Fenici e sottoposta alle dominazioni arabe e normanne, come il resto dell'isola... bella nelle costruzioni di pietra dai tetti rossi, nelle stradine ripide che ci ricordano la sorella gemella, S. Lucia del Mela (ME), con gli abitanti dai tratti mediorientali ed, al tempo stesso, dai lineamenti fieri dei normanni... che rappresenta un miracolo in terra della Sicilia, là dove questa terra,  pur essendo "capta",  "cepit".


Ingrediente Principale:
Mandorle pelate - Zucchero - Limoni
Ricetta per persone n.
4
Note:

Ingredienti
500 g mandorle pelate
1,5 kg zucchero
un litro d’acqua
4 limoni (succo)
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Preparazione:  40' 
  • Tritate finissime le mandorle con 500 g di zucchero fino a ottenere una farina. 
  • Preparare il fondant.Unite in una casseruola lo zucchero rimasto e l’acqua, e portate a ebollizione. 
  • Spremete i quattro limoni, e raccoglietene il succo. 
  • Fate cuocere a fuoco medio il tutto senza mescolare, per 10 minuti, se non c’è il termometro oppure fino alla temperatura di 115-120° C: una goccia fatta cadere in un bicchiere di acqua fredda deve formare una pallina dura. 
  • Togliete la casseruola dal fuoco e unite il succo dei limoni. 
  • Versate il fondant e la farina di mandorle nell’impastatrice e lavorate con l’uncino a velocità media, fino a ottenere una pasta omogenea. 
  • Lasciate raffreddare. 
  • Ho mangiato un eccellente marzapane fatto con il miele al posto dello zucchero, dovrebbe essere facile da fare, basta impastare la farina di mandorle con il miele, tenendo presente che per una parte di farina di mandorle serve una parte e un quarto di miele.
  • Se serve, il miele si può liquefare scaldandolo a bagnomaria fra 30° e 40° C.

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giovedì 26 aprile 2012

Torta rovesciata con i cipollotti.



Il cipollotto, il cui nome scientifico è Allium cepa, è la cipolla raccolta immatura, nel momento in cui il bulbo ha appena iniziato a crescere e il suo sapore è ancora delicato.
Varietà: c'è quello bianco, che proviene dalla cipolla bianca, caratterizzato da un sapore più accentuato; risulta essere più adatto per la cottura. C'è quello Rosso, proveniente dalla cipolla rossa, caratterizzato da un sapore alquanto dolce, che si mantiene tale anche se non viene cotto.
Proprietà: ricco di potassio e di un discreto contenuto di calcio; contiene anche vitamina C e quelle dei gruppi B1, B2 e PP. Chi soffre di digestione lenta sarà beneficiato dal suo consumo, mentre non è indicato per chi soffre di gastrite in quanto può rivelarsi irritante. Infine risulta essere piuttosto calorico.



Ingrediente Principale:
Pasta sfoglia fresca - Pomodori sodi ma non troppo maturi - Cipollotti  Capperi sotto sale
Ricetta per persone n.
4
Note:
300 calorie a porzione
Ingredienti
un rotolo di pasta sfoglia fresca
5 piccoli pomodori sodi ma non troppo maturi
3 grossi cipolloti
40 g di capperi sotto sale
2 cucchiai di pangrattato
un buon pizzico di origano
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
Preparazione:  30' + 25' cottura 
  • Pulite i cipollotti privando­li del gambo, della radichete e delle foglie più esterne.
  • Tagliateli a rondelle spesse circa un cm e fatele rosolare in una padella antiaderente con un filo di olio per pochi minuti.
  • Prima di toglierle dal fuoco, salatele leggermente. 
  • Lavate i pomodori, eliminate il picciolo, tagliateli a metà, salateli e met­teteli a scolare, capovolti su una gratella, per una decina di minuti.
  • Strizzateli leggermente per elimi­nare parte dei semi e tagliateli a fette spesse circa un cm.
  • Foderate uno stampo ro­tondo del diametro di 24 cm con un foglio di carta da forno inu­midito.
  • Irrorate il fondo con un fi­lo di olio, poi sistematevi le ron­delle di cipollotto alternate alle fet­te di pomodoro.
  • Mettete i capperi in un co-lino e passateli sotto l'acqua corrente per dissalarli.
  • Asciugateli con carta da cucina e distribuitelisri e cipolle.
  • Salate poco e pepate il tutto, profumate con un pizzico abbondante di origano, poi cospargete uniformemente con il pangrattato. 
  • Accendete il forno a 200°. 
  • Srotolate la sfoglia, misurate­la e rifilatela con un coltellino in modo che risulti dello stesso dia­metro dello stampo.
  • Appoggiatela sulle verdure.
  • Premete delicatamente il vJmargine della pasta facendo in modo da racchiudere le verdu­re, poi punzecchiate la superficie con una forchetta; mettete in for­no e cuccete per 20-25 minuti.
  • A fine cottura, appoggiate un largo piatto sullo stampo, rovesciate il tutto e sformate la tatin. 
  • Servitela tiepida o fredda.


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mercoledì 25 aprile 2012

Anche se la cucina boliviana non è rinomata in tutto il mondo, alcune specialità sono davvero deliziose.

cucina_bolivianaLa Bolivia, chiamata il Tibet del continente americano, per le sue quote elevate e l'asprezza dei suoi paesaggi, presenta zone geografiche diversissime che spaziano dalle imponenti catene montuose agli altopiani desertici, dalle giungle nebbiose alle immense savane del bacino amazzonico.

Con un grandioso passato testimoniato da vestigia incaiche e da città coloniali, è uno dei paesi sudamericani più legati alle tradizioni, giunte sino ai giorni nostri, sia dalla civiltà inca che dalla successiva colonizzazione spagnola.
bolivia-geography-mapLa stessa popolazione, è costituita da alcune etnie minori e da due gruppi autoctoni principali: gli Amerindi, etnia a cui oltre la metà degli abitanti rivendica la propria appartenenza ed i discendenti degli antichi conquistadores spagnoli, a cui si aggiunge una piccola percentuale costituita dai discendenti degli schiavi africani deportati, nel corso del XVI° secolo, per lavorare nelle miniere di rame di Potosì.
 
La storia, passata e recente, talvolta violenta e burrascosa che ha contribuito a creare l'immagine di una nazione, covo di rivoluzionari e di signori della droga, oggi alquanto esagerata, si riflette in maniera tangibile sugli usi e sulle tradizioni, in ogni angolo del paese. Risalenti al periodo inca ed alla successiva dominazione spagnola, le antiche tradizioni ancora permeano la vita delle popolazioni indigene.
cucina bolivianaChuno_negro_medium
Abitudini e tradizioni che si riflettono anche sulla cucina, che risente delle influenze di estrazione europea. Una cucina che pur utilizzando un numero limitato di alimenti base, risulta essere estremamente versatile, con una predominanza di cibi ricchi di amidi e di carboidrati fra le popolazioni degli altipiani ed un prevalere di pesce, verdure e frutta fra gli abitanti delle pianure.

La carne generalmente accompagnata da riso, patate e lattuga, condita con la llajhua, una salsa piccante a base di pomodoro, costituisce il pasto tipico boliviano. 

Il pane è sempre presente nella cucina boliviana sin dal desayuno (la prima colazione) costituita da una tazza di caffè e da una pagnottina, a cui fa seguito a metà mattina uno spuntino a base di saltenas, tucumanas, humitas o empanadas; ravioli dalla forma arrotondata, i cui ingredienti base sono farina, uova e burro, sugosi, speziati e farciti con carne e verdure, da consumarsi nelle bancarelle agli angoli delle strade o in panetteria.
cucina_boliviana_saltena
Mentre le saltenas sono più dolci, le tucumanas sono più piccanti e si presentano con un involucro di pasta più spesso; le empanadas che possono essere fritte o cotte al forno, si distinguono per una copertura di pane.
cucina_bolivivana_llajhua
Altri spuntini caratteristici sono il bunuelo, ciambella dolce ed appiccicosa immersa nello sciroppo di zucchero, il canape panino alla manioca e formaggio, la llaucha patena, pane soffice impastato con formaggio ed il tamale, fatto con farina di mais, farcito con carne di manzo, verdure, patate, avvolto in una foglia di granoturco e cotto al forno o grigliato.
cucina_boliviana_stufato-di-pollo
Una delle caratteristiche meno note, ma anche più apprezzate per chi la prova, della Bolivia, è la sua tradizione culinaria. In questa terra sono infatti nati il mais, la quinua e la patata, di cui nel Paese esistono addirittura 230 varietà differenti. Per gustare la vera cucina boliviana conviene non limitarsi ai ristoranti per turisti, ma cercare di strappare qualche pranzo nelle famiglie del posto.
E poi, a seconda della zona del Paese che si sta visitando, sarà possibile assaggiare diversi cibi tipici del posto. A La Paz da assaggiare è sicuramente il marraqueta, un pane tradizionale simile a quello francese. Altri tipi di pane che si trovano sempre in questa città sono le sarnitas e la kauka.
cucina_boliviana_Pan batido - pan marraqueta
Sempre a a La Paz si può provare il fricase, un piatto condito con carne di maiale e mais, mentre per chi ama il pesce, si può assaggiare la trota del Lago Titicaca. Sucre invece è una città che si distingue per le sue salsicce e per il ckocko, un piatto piccante di pollo con vino e chicha (una bibita simile alla birra). A Santa Cruz si possono degustare le insalate con cuori di palma o un buon filetto accompagnato di riso, formaggio sciolto e fagioli neri, oppure le banane e la yucca fritta. Da non dimenticare i cuñapes (panzerotti di formaggio o di yucca).
cucina_boliviana_cuñapes
Per quanto riguarda la frutta, in Bolivia sono da assaggiare in particolar modo la chirimoya, un frutto di sapore molto delicato, e il tumbo, una frutta agrodolce. Per accompagnare i pasti, la birra del Paese è la Paceña, mentre per il dopocena si può provare il singani, una bevanda simile all'acquavite, che si può mescolare con pisco sour o succhi di frutta.
chirimoya
 
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martedì 24 aprile 2012

Pollo al limone e zenzero.


Lo zenzero stimola l'appetito e la digestione: è antiossidante, antisettico e previene la formazione di gas intestinali. Si adatta bene a minestre, pollami, dolci e ad essere mescolato al succo di agrumi.
Lo zenzero stimola l'appetito e la digestione: è antiossidante, antisettico e previene la formazione di gas intestinali. Si adatta bene a minestre, pollami, dolci e ad essere mescolato al succo di agrumi. Le numerose molecole ad azione attiva dello zenzero sono responsabili delle sue innumerevoli proprietà benefiche. Uno dei principi contenuti nello zenzero, cioè l'acido 6-gingesulfonico, ha un’attività antiulcera. Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sono probabilmente dovute ai composti fenolici contenuti nella pianta. Tra le attività farmacologiche che sono state dimostrate, oltre a quelle sopra citate, ci sono attività antitumorali e antivirali.


Ingrediente Principale:
Pollo - Cipolle affettate - Aglio - Limoni non trattati - Olive verdi snocciolate
Ricetta per persone n.
4
Note:

Ingredienti
1 pollo di circa 1,200 kg
300 g di cipolle affettate
1 spicchio schiacciato d'aglio
2 limoni non trattati
50 g olive verdi snocciolate
1 pezzetto a fette sottili di zenzero fresco
1 pezzetto di cannella
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 bustina di zafferano
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
Preparazione:  40' 
  • Lavate i limoni, toglietene solo la buccia gialla e tagliatela a striscioline. Spremete 1/2 limone e mettete il succo in una ciotola.
  • Stemperate lo zafferano in 1/2 bicchiere di acqua calda.
  • Pulite il pollo, fiammeggiatelo, lavatelo, asciugatelo e legatelo con lo spago da cucina. Versate l'olio nella casseruola, insieme alle cipolle, l'aglio, la cannella, lo zenzero, un po' di prezzemolo e fate appassire il tutto senza colorire.
  • Aggiungete il pollo, salato e pepato, e fatelo rosolare per 7-8 minuti. Unite lo zafferano, 2 cucchiai di succo di limone e continuate la cottura per circa 40 minuti a fuoco moderato e a recipiente coperto, bagnando col sugo di cottura.
  • Intanto nel tegame con acqua in ebollizione fate scottare per 2 minuti le striscioline di limone. Scolatele, asciugatele ed unitele al pollo 10 minuti prima della fine della cottura. A cottura ultimata, scolate il pollo, tagliatelo a pezzi e tenetelo in caldo. Eliminate il grasso di cottura, mettete di nuovo la casseruola sul fuoco, unite le olive ed il prezzemolo rimasto e mescolate. Aggiungete i pezzi di pollo per scaldarli e servite subito.


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