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mercoledì 30 novembre 2011

Torta alle pere.



Ingrediente Principale: 120 g di farina
60 g di fecola di patate
150 g di latte parzialmente scremato
50 g zucchero
2 albumi
un cucchiaino di olio
una bustina di lievito
una bustina di vaniglina
2 pere

Ricetta per persone n. 4
Preparazione:
(60')
  • In una terrina mettete la farina, la fecola, la vaniglina e lo zucchero. 
  • Mescolate bene gli ingredienti, quindi unitevi l'olb e la metà del latte. 
  • Montate a neve ben ferma gli albumi e incorporateli delicatamente al composto insieme al lievito sciolto nel latte rimasto. 
  • Mescolate, trasferite l'impasto in uno stampo rotondo di 22 cm di diametro e sopra disponete le pere sbucciate e taglia­te a fettine. 
  • Cuocete in forno già caldo a 180° per circa 50 minuti. 
  • Sformate la torta e servitela anche tiepida.
250 calorie a porzione

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martedì 29 novembre 2011

Corona di riso con polpettine.



Ingrediente Principale: 800 g di filetto di maiale o di petto di pollo o di vitello,
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 kg di pomodorì
prezzemolo
1 bicchiere di  di marsala secco,
sale e pepe,
farina,
2 uova
pangrattato
500 g di riso
burro
olio extravergine d'oliva

Ricetta per persone n. 4
Preparazione:
(40')

  • Preparate in una padella adat­ta a contenere le polpette il sugo di pomodoro con cipolla, aglio, un po' di prezzemolo e olio come il vostro solito. 
  • Salatelo poco, pepa­telo, aggiungendo a metà cottura 1 /2 bicchiere di marsala.
  • Intanto che il sugo cuoce, pre­parate le polpettine. 
  • Tritate la car­ne e incorporatevi le uovo e il prezzemolo tritato finissimo. 
  • Salate e pepate poco. 
  • Aggiungete il pangrattato in quantità necessa­ria a ottenere un composto sodo ma non duro.
  • Usando un cuc­chiaio, ricavate tante polpettine che via via infarinerete appena appena.
  • Quando il sugo di pomodoro è pronto, disponetevi le polpettine, bagnatele col sugo e fatele an­dare, coperte e a fuoco basso, per una decina di minuti. 
  • Giratele, spruzzatele col marsala rimasto, in­coperchiate e fate andare anco­ra una decina di minuti (il tempo preciso di cottura dipende dalle dimensioni delle polpettine).
  • Intanto lessate il riso in acqua bollente salata, scolatelo al dente passandolo velocemente sotto l'acqua fredda e conditelo con poco burro. 
  • Prendete uno stampo da flan con il buco centrale, possi­bilmente di teflon. Imburratelo ab­bondantemente e versateci il riso. 
  • Premetelo bene affinchè sì com­patti e aderisca allo stampo. 
  • Passatelo pochi minuti al forno e rovesciatelo su un piatto sufficien­temente grande da poter contenere anche le polpettine, versate ben calde sia nell'incavo centra­le della corona di riso che tutt'intorno.

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lunedì 28 novembre 2011

Pasta e legumi rustica.


I legumi sono stati per millenni alla base della nostra I alimentazione, eppure ora non sono più dì moda.

Si dice di loro che sono lunghi da preparare, gonfiano, fanno ingrassare. Effettivamente i tempi di prepara­zione sono lunghi (una notte per l'ammollo e alme­no 1 o 2 ore per la cottura), ma quando decidiamo di cucinarli ne possiamo preparare un grosso quan­titativo e, una volta pronti, messi in appositi conteni­tori è possibile congelarli.

Esistono inoltre, nei super-mercati Conad, le confezioni dì legumi misti (anche con cereali) che sono stati selezionati fra qualità che non richiedono ammollo e hanno un tempo più bre­ve di cottura. Per ovviare all'inconveniente del gonfiore basta mettere in ammollo i legumi per molte ore e quan­do si cuociono aggiungere nell'acqua dì cottura fo­glie di alloro, rosmarino oppure semi di finacchio.

Come cucinarli? Ecco alcuni accorgimenti: questi alimenti, specie le lentìcchie, vanno sempre control­lati e puliti prima di essere messi a bagno in acqua fredda con l'aggiunta di un cucchiaio di bicarbo-* nato. Vanno poi risciacquati prima di cuocerà. I legumi diventano più buoni se durante la cottura aggiungerete 1 cucchiaio d'olio d'oliva e gli odori.

Nelle zuppe di legumi, sono ottime per insaporire le croste di parmigiano-reggiano raschiate e risciac­quate. Ma ecco alcune ricette semplici e di facile realizzazione, diverse fra loro affinchè possiate gu­stare i legumi anche ogni giorno senza che! piatti di­ventino ripetitivi.

Ingrediente Principale: Lenticchie - Ditalini - Passata di pomodoro
Ricetta per persone n. 4
Note:

Ingredienti 200 g di lenticchie
100 g di ditalini
 passata di pomodoro
 olio di oliva
basilico
 1 carota
 una costa di sedano
 aglio2 foglie dì alloro
 1 dado da brodo
Preparazione: 90'
  • Tritate insieme tutti gli odori e fateli appassire in poco olio.
    Aggiungete la passata di pomodoro, 2 mestoli d'acqua, il dado, le foglie di basilico e allo­ro lasciate intere, e soffrig­gete ancora qualche mi­nuto.
    Raffreddate il sugo con 1 mestolo d'acqua prima di aggiungere le lentic­chie precedentemente pulite e ammollate.
    Fate riprendere lentamente il bollore e insaporite per circa 10 minuti.
    Unite un litro e mezzo di acqua calda e cuocete a fuoco lento per circa 40 minuti.
    Aggiungete la pasta, il sale, poco pepe e porra­te a cottura.
    Eliminate il basilico e l'alloro, aggiun­gete olio e portate in ta­vola molto caldo.


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domenica 27 novembre 2011

Torta integrale alle pere



Ingrediente Principale:
Farina di frumento integrale - Pere - Zucchero di canna.
Ricetta per persone n.
4/6 

Note: -
Ingredienti:
250 g di farina di frumento integrale
100 g di zucchero di canna
1 chilo di pere (meglio Abate)
3 uova
3 cucchiai di cacao amaro
una bustina di lievito
zucchero a velo
un'arancia
burro e farina per la teglia

Preparazione: (15'), Cottura (50')

  • Lavorate a lungo in una ciotola lo zucchero con le uova, il cacao e la farina fino ad avere un composto omogeneo.
  • Lavate l'arancia, grattugiate la scorza.
  • Spremete il succo e unitelo al composto di uova e farina. Sbucciate le pere, tagliatele a metà, elimi­nate il torsolo e tagliatele a dadini.
  • Incorporatele all'impasto.
  • Imburrate una teglia rotonda del diametro di circa 22 cm.
  • Trasferitevi il composto e infornate in forno preriscaldato a 200 gradi per 50 minuti.

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sabato 26 novembre 2011

Gnocchi in brodo.


Ingrediente Principale: Pollo - Patate - Farina -Curry - Noce Moscata -
Ricetta per persone n. 4
Note:

180 calorie a porzione
Ingredienti:

120 g di pollo
un uovo
200 g di patate
3 cucchiai di grana grattugiato
50 g di farina
un litro di brodo vegetale
curry
un ciuffo di prezzemolo
noce moscata
sale
pepe


Preparazione: 60'

  • Cuocete il pollo in una casseruola con un mestolo di brodo, su fuoco basso, per circa 20 minuti. 
  • Nel frattempo lessate le patate in acqua salata, quindi passatele allo schiacciapatate, raccogliendo il passato in una terrina.
  • Tritate finemente il pollo cotto e unitelo alle patate con una grattata di noce moscata, l'uovo, la farina, il grana, una presa di curry, il prezzemolo tritato, sale e pepe.
  • Amalgamate gli ingredienti, poi fatene una palla e mettetela sulla spiana­toia infarinata. 
  • Ricavate dal composto tanti cilindri del diametro di circa un cm, quindi tagliate ogni cilindro in tanti piccoli pezzi: infarinateli per non farli attaccare I' uno con l'altro. 
  • Mettete il brodo rimasto in una casseruola: quando bollirà buttatevi gli gnpcchetti e fateli cuocere per circa 5 minuti. Servite ben caldo.





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venerdì 25 novembre 2011

I vini ed i vitigni piú famosi d'Italia: sesta puntata.


Nell’Ottocento, prima che la filossera e altre malattie (molte delle quali provienienti dall’America) si concentrassero con la loro potenza distruttrice sui vigneti italiani, nel nostro paese, c’erano migliaia di vitigni, a volte diversi da villaggio a villaggio, ognuno con particolarità e specifiche caratteristiche. Questa ricchezza di vitigni autoctoni, dopo l'avvento della filossera e con il passare degli anni, si è poi fortemente ridimensionata.

In molte aree d’Italia, c’è stato poi il periodo contrassegnato dall’impianto di vitigni molto produttivi, anche se scarsi sul fronte della qualità.

Negli ultimi 30 anni, aiutata anche dal passaggio della viticoltura (da promiscua a specializzata), nasce la moda a riconvertire questo "status quo" (da varietà di bassa qualità a varietà pregiate). Sono, quindi, arrivati i vitigni cosiddetti internazionali (in larga parte, già presenti nell’Ottocento nei vigneti italiani). In Italia, comunque, il numero dei vitigni resta ancora davvero molto alto, il più elevato al mondo. Ecco un piccolo elenco di 50 e più vini e vitigni d’Italia.

LAGREIN.


E' una pianta originaria dell'Alto Adige che ha bisogno di molta attenzione e che teme le avversità metereologiche.

Il nome ha suscitato più volte l'impressione che la sua provenienza potesse essere la Val Lagarina (Marzotto, 1925), in realtà vi sono testimonianze che risalgono al XVI secolo che raccontano dell'esistenza di questo vitigno a bacca nera in Alto Adige.

E' quasi certo che Lagrein derivi da Lagara, colonia della Magna Grecia famosa per il vino Lagaritanos. Di questo vitigno sono particolarmente conosciuti due biotipi che si distinguono per la diversa forma e dimensione del grappolo: Lagrein a grappolo corto e Lagrein a grappolo lungo, con caratteristiche organolettiche diverse.

Nelle zone tipiche dove viene coltivato, il vino Lagrein che se ne ottiene prevede due tipologie: rosato

Caratteristiche: 

Il Lagrein si presenta in un colore rosso rubino e rosso granata intenso, con un gradevole profumo di viole e more, sapore pieno e vellutato con sfumature leggermente aspre.

Abbinamenti consigliati: Si sposa bene con cacciagione, carni rosse e formaggi


LAMBRUSCO.



Le uve del Lambrusco sono rosse, coltivate maggiormente in Emilia Romagna e nelle province di Modena e Reggio Emilia. Vengono utilizzate per produrre uno dei pochi vini rossi o rosé frizzanti.

Esistono quattro tipi di Lambrusco DOC: il Lambrusco rosso Salamino di Santa Croce secco o amabile, il Lambrusco di Sorbara che può essere rosso o rosé, secco o amabile il Lambrusco Reggiano, rosa e dolce o rosso e secco e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro secco o amabile.

Il Lambrusco Salamino, il cui nome trae origine dai grappoli che ricordano dei salami, possiede un colore scuro con una intensa schiuma viola e un corpo medio. Il Lambrusco di Sorbara rosso è forse il più pregiato e viene prodotto nelle zone della provincia di Modena. È tipicamente un vino leggero con aromi di fragole lamponi e ciliegie.

Il Lambrusco Reggiano dalla schiuma vivace ed evanescente possiede un gradevole profumo che varia dal fruttato al floreale, con un gusto fresco e fragrante. Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro fortemente aromatico si presenta con una schiuma color ciliegia con aromi più ampi rispetto agli altri 4 tipi di Lambrusco.

Il Lambrusco viene anche prodotto anche nella Lombardia orientale dove si produce un altro DOC,: il Lambrusco Mantovano, il quale però, porta in etichetta il riferimento alla sottodenominazione di origine non rientrando nei quattro vini DOC prima citati. Questo vino, tipicamente leggero e dall'aroma fruttato, può essere rosso o rosé ed è composto con differenti varietà di Lambrusco.

Sebbene di origine antichissima, il Lambrusco ha sempre stentato ad essere ben conosciuto ed apprezzato fuori dalla sua zona di produzione, cioè nelle province di Reggio Emilia e di Modena. Vino dalla spuma vivace con sentore di violetta.


MALVASIA. 


E' il nome di una vasta gamma di vitigni dell'Europa del Sud (che possono essere sia bianchi che rossi). Le varietà bianche sono coltivate in tutta Italia, specialmente nel Lazio (Frascati, Est Est Est …).

Vitigni con questo nome si trovano in tutte le regioni, usati per vini secchi e dolci, tranquilli e frizzanti.

L'origine del nome è da attribuirsi ad un vino che era prodotto a Malta, si trattava di un prodotto di pregio commercializzato da Venezia. Dopo la conquista da parte degli Arabi dell'isola nell'870 d.c. i commerci si interruppero.

I molti vitigni denominati Malvasia hanno spesso in comune soltanto il nome, derivante da una città greca del Peloponneso, Monenbasia, Monemvasia o Monovasia, che significa "porto ad una sola entrata", città che per assonanza con il nome greco fu ribattezzata dai Veneziani "Malvasia" (o Napoli di Malvasia, per distinguerla da Malvasia Vecchia, posta poco più a nord).

Si deve ai veneziani l’uso di tale appellativo per indicare prima i vini dolci ed alcolici provenienti dalla parte orientale del Mediterraneo, poi anche i locali in Venezia nei quali se ne svolgeva il commercio.

Caratteristiche:

I vitigni Malvasia possono essere distinti in due gruppi:

  • quelli con un leggero aroma che ricorda quello del Moscato
  • quelli a sapore semplice.

Ve ne sono a frutto bianco e a frutto nero.

Fra le Malvasie a frutto bianco più estesamente coltivate ricordiamo la Malvasia toscana o Malvasia del Chianti, cosiddetta perché la sua uva bianca entra per circa 1/10 nella composizione del Chianti; la Malvasia istriana (coltivata nel Friuli-Venezia Giulia); la Malvasia laziale; la Malvasia Bianca di Candia; la Malvasia di Sardegna (a sapore semplice); la Malvasia delle Lipari.

Fra le Malvasie a frutto nero degne di nota ricordiamo quelle salentine: la Malvasia nera di Brindisi; la Malvasia nera di Lecce; quelle (sempre nere) astigiane come la Malvasia di Casorzo d'Asti passito, Malvasia di Casorzo d'Asti e Malvasia nera di Schierano.

Alcuni cloni sono: Malvasia bianca MC 1; Malvasia bianca di Candia Rauscedo 2; Malvasia bianca lunga o del Chianti Rauscedo 2, Cenaia 2; Malvasia istriana ISV Conegliano 1.

I vini con tale nome sono liquorosi, dal sapore intenso dolce e gradevole.


MARZEMINO.



Coltivato in Trentino è di origine austriaca. Vinificato con altre uve produce vini rossi dal gusto secco, vivaci e rustici.

Il Marzemino è un vitigno autoctono italiano. Comparso in Italia intorno al XV secolo nelle aree di Brescia e Padova e diffuso anche in Friuli, è oggi particolarmente coltivato in Trentino (varietà Marzemino Gentile) nelle zone di Isera e Volano. I grappoli presentano dimensioni medio grandi e raggiungono la piena maturazione tra la fine settembre ed primi di ottobre.

Il vino che ne deriva (Trentino Marzemino) è particolarmente noto grazie alla citazione nell'opera Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart:

« Versa il vino! Eccellente Marzemino! »

Il vino più rappresentativo della Vallagarina è sicuramente il Marzemino gentile che trova le sue espressioni più alte nelle due sottozone di Isera e dei Ziresi a Volano.

Il Marzemino arriva in Trentino probabilmente agli inizi del XV secolo durante la dominazione Veneziana di Rovereto: tradizione vuole che siano stati alcuni soldati della Serenissima a portare alcune pianticelle del vitigno, da un villaggio della Carinzia, denominato per l’appunto Marzimin.

E se lo stesso vigneto raggiunse anche altre zone italiane dominate dalla Repubblica Veneta, è giusto sottolineare come grazie all’ottima esposizione, alle temperature e alla qualità dei suoli lagarini, in Trentino ottenne fin da subito notevoli risultati.

Già nel ‘700 era uno dei vini più apprezzati sulle tavole austriache: la stessa famiglia imperiale ne era una grande estimatrice. E la “consacrazione” agli onori giunge nel Don Giovanni di Mozart!
Il vino di un bel colore rosso rubino vivace e brillante si caratterizza per i profumi fruttati e floreali, fra cui predomina la viola. In gioventù è ricco di acido malico con una conseguente nota di freschezza piuttosto elevata. Dopo la fermentazione malolattica si ingentilisce diventando più morbido, rimanendo tuttavia piacevolmente fresco.

Gli studi pedologici hanno messo in luce come il Marzemino ottenga la sua massima espressione sia in terreni ricchi di Basalto, come nella zona di Isera, sia in terreni ricchi di Argilla, come nella zona dei Ziresi a Volano.

Di corpo medio, abbastanza caldo, equilibrato nei sapori e abbastanza persistente, si rivela essere un vino fine ed armonioso che si sposa bene con alcuni piatti della tradizione culinaria locale quali i salumi, le lumache, le grigliate miste di carni di maiale e di lucaniche trentine.


MERLOT.


E' un vitigno rosso originario di Bordeaux, ma è estremamente popolare. E' uno dei vitigni più usato in Italia, sia per gli uvaggi (il classico complemento è il Cabernet) che in purezza. Dà origine all'omonimo vino dal gusto secco.

Il Merlot è un vitigno a bacca nera, il cui nome deriva dalla particolare predilezione che ha il merlo per le sue bacche, è originario della Gironda, nel Sud-Ovest della Francia, e in particolare della zona di Bordeaux da cui nascono (in uvaggio con il Cabernet) alcuni dei più prestigiosi vini al mondo (Château Lafitte-Rothschild, Château Latour, Château Margaux, Petrus).

Ha foglia media, pentagonale, trilobata e quinquelobata; grappolo medio, piramidale più o meni spargolo, con una o due ali e peduncolo legnoso di colore rosato; acino medio, rotondo di colore blu-nero con buccia di media consistenza ricoperta da abbondante pruina.

Predilige terreni collinari, freschi, con buona umidità durante l'estate in quanto soffre la siccità. I sistemi di allevamento più adatti sono il cordone speronato e il Guyot che assicurano un buon ombreggiamento dei grappoli al fine di evitare repentini abbassamenti dell'acidità fissa.

In Italia il Merlot ha trovato condizioni ambientali ideali in Friuli, Trentino, Veneto, ed Emilia Romagna sin dalla fine dell'Ottocento, ma è ormai diffuso in molte altre regioni, con risultati a volte sorprendenti, anche senza l'apporto di altre uve, come per esempio in Sicilia dove si trovano interpretazioni di Merlot in purezza di grande interesse enologico (e commerciale, di conseguenza), proprio perché il Merlot, nell'adattarsi a questo clima dalla forte impronta solare mostra un altro aspetto della sua versatile personalità, con sapori più caldi e speziati.

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giovedì 24 novembre 2011

Spiedini di maiale.


Ingrediente Principale: Lombo di maiale - Succo di limone - Cipollotti - Zenzero in polvere - Curry
Ricetta per persone n. 6
Note:
Ingredienti:
1 kg di lombo di maiale
1 dl di succo di limone
3 cipollotti
1 cucchiaino di zenzero in polvere
2 cucchiaini di curry
1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
1 spicchio d'aglio
2 zucchine
2 peperoni verdi
2 pannocchie di mais
12 pomodorini ciliegia
6 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
sale

Preparazione: (15' + marinatura)

  • Tagliate la carne a bocconcini.
    Sbucciate e tritate i cipollotti, metteteli in una terrina, unite le spezie, il succo di limone, l'aglio a fettine sottili, l'olio e un pizzico di sale: mescolate bene.
    Mettete nella marinata i bocconcini di maiale, mescolate e fate riposare in frigorifero per qualche ora, a recipiente coperto, mescolando di tanto in tanto.
    Trascorso questo periodo mon­date i peperoni dei semi e delle coste bianche interne, taglia­teli a tocchetti.
    Lavate e tagliate le pannocchie a rondelle di 2 cm; allo stesso modo tagliate le zucchine; lavate i pomodorini.
    Scolate i tocchetti di maiale dalla marinata e infilateli su spie­dini di legno alternandoli con le verdure preparate.
    Cuocete gli spiedini sulla griglia ben calda per circa 7 minuti, girandoli spesso e bagnandoli con la marinata.
    Serviteli caldissimi.

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