Pages

Ricerca personalizzata

domenica 23 ottobre 2011

Polpettine di pesce allo zenzero.


Dello zenzero si usa il rizoma sotteraneo: si presenta come una radice nodosa, ramificata e bitorzoluta di colore variabile tra il beige e il nocciola con polpa bianco giallognola di consistenza fibrosa, caratteristica per ul gusto forte, aromatico e fresco allo stesso tempo.

Ingrediente Principale:Filetti di pesce bianco - Curry - Zenzero - Yogurt
Ricetta per persone n.4
Note:
410 calorie a porzione

Ingredienti
500 g di filetti di pesce bianco (nasello, sogliola, coda di rospo)
un cucchiaio di polpa di zenzero grattugiata
un cucchiaino di curry
una piccola patata lessata
4 cipolotti
3 uova
pangrattato
olio
fettine di limone
250 g di yogurt naturale denso
sale

Preparazione: 40'
  • Cuocete i filetti di pesce in una pentola piena d'acqua in leggera ebollizzione.
  • Scolateli e lasciateli raffreddare.
  • Sminuzzate il pesce, eliminando eventuali lische, e mettetelo in una ciotola; unite lo zenzero, il curry, i cipollotti affettati fini e un pizzico di sale.
  • Mescolate gli ingredienti, legateli con un uovo e la patata schiacciata e ricavate dal composto ottenuto 24 polpettine della grandezza di una noce.
  • Sbattete 2 uova in un piatto.
  • Passate le polpettine, prima nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato, quindi friggetele in una padella a fondo spesso con abbondante olio.
  • Quando sono ben dorate, scolatele e passatele su carta assorbente.
  • Servitele con fettine di limone e yogurt.

Altre ricette che ti potrebbero interessare:





















Ricerca personalizzata



Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

sabato 22 ottobre 2011

Tortiera di cozze.



Nella cucina tipica pugliese si incontrano numerosi piatti cucinati in tortiera, cioè posti in teglia e cotti, quindi, in forno. Gli ingredienti sono rappresentati spesso unicamente dagli ortaggi, oppure da ce­reali, frutti di mare e ortaggi o anche, come in questa proposta, da ortaggi e frutti di mare, sapientemente abbinati.


Ingrediente Principale:
Cozze - Cipolle - Pomodori - Patate - Zucchine

Ricetta per persone n.
4

Note:

Ingredienti

800 g di cozze
400 g di cipolle
400 g di pomodori
200 g di patate
100 g di zucchine
4 cuc­chiai dì olio extravergine d'oliva.

Preparazione: 30'
  • Mondare e affettare le patate, le zucchine e le cipolle.
  • Taglia­re i pomodori a filetti.
  • Mondare le cozze e farle aprire a fuoco vivo in una casseruola coperta, quindi eliminare le valve vuo­te e filtrare il liquido che si è formato.
  • Ungere con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva una tortiera e disporvi a strati, ri­spettivamente, le patate, le cipolle, le cozze, i pomodori, le zucchine e, quindi, ancora, le cipolle, le cozze, i pomodori.
  • Versare uniformemente il liquido delle cozze sulla prepara­zione.
  • Condire con il rimanente olio d'oliva e far cuocere nel forno caldo a 150 °C, per un'ora e 20 minuti.
  • Servire subito.



Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

venerdì 21 ottobre 2011

Beccute di Giacomo Leopardi.


Ingrediente Principale: Farina Gialla - Pinoli
Ricetta per persone n. 4
Note:
Ingredienti
Farina gialla
pinoli
uva sultanina
zucchero
olio d’oliva
sale
pepe

Preparazione: (30')

  • Versate sulla spianatoia della farina gialla e mescolatela con pinoli, uva sultanina ammorbidita in acqua tiepida e strizzata, zucchero, olio d’oliva, sale e pepe.
  • Aggiungete acqua calda versandola poco a poco, fino ad ottenere un composto morbido.
  • Divide la pasta in pagnottelle della forma che preferite (a fuso o rotonda), adagiatele su una teglia unta e passatele in forno


Altre ricette che ti potrebbero interessare:











http://www.ravioli.it/f-branzino.gif
 

Ricerca personalizzata







Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

mercoledì 19 ottobre 2011

Gelato al limone.

Ricetta per persone n. 4
Note: -
Ingredienti
4 limoni
100 g di zucchero in zollette

250 g di panna montata

Preparazione
(15/20')
Gelatiera (30')
Freezer (5 ore circa)
  • Lavate e asciugate i limoni, quindi strofinate sulla scorza le zollette di zucchero in modo che questa ceda a loro il suo aroma.
    Ponete sul fuoco un pentolino con le zollette, il succo filtrato dei limoni e due - tre cucchiai d’acqua.
    Lasciate bollire per qualche minuto mescolando di tanto in tanto, finche lo zucchero si sia completamente sciolto, poi fate raffreddare.
    Incorporate lo sciroppo alla panna, versate tutto nella gelatiera e attivatela per circa mezzora.
    Se invece usate il freezer, versate il composto nella vaschetta da ghiaccio precedentemente raffreddata, ma senza riempirla del tutto, perché gelando aumenta il volume.
    Coprite e mettete in freezer.
    Dopo un’ora, un’ora e mezza circa, togliete dal freezer la vaschetta: il composto avrà cominciato ad indurirsi, soprattutto ai bordi.
    Mescolate allora energicamente, cercando di rompere gli eventuali cristalli di ghiaccio che si sono formati o, meglio ancora, frullate a bassa velocità.
    Rimettete quindi in freezer e dopo un’ora, un’ora e mezza, ripetete la stessa operazione.
    Lasciate infine nuovamente in freezer per due ore circa: a questo punto il gelato dovrebbe essere pronto.


    Altre ricette che ti potrebbero interessare:














    budini_di_zucca




    Ricerca personalizzata


    Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


    martedì 18 ottobre 2011

    I vini ed i vitigni piú famosi d'Italia: terza puntata.


    Nell’Ottocento, prima che la filossera e altre malattie (molte delle quali provienienti dall’America) si concentrassero con la loro potenza distruttrice sui vigneti italiani, nel nostro paese, c’erano migliaia di vitigni, a volte diversi da villaggio a villaggio, ognuno con particolarità e specifiche caratteristiche. Questa ricchezza di vitigni autoctoni, dopo l'avvento della filossera e con il passare degli anni, si è poi fortemente ridimensionata.

    In molte aree d’Italia, c’è stato poi il periodo contrassegnato dall’impianto di vitigni molto produttivi, anche se scarsi sul fronte della qualità.

    Negli ultimi 30 anni, aiutata anche dal passaggio della viticoltura (da promiscua a specializzata), nasce la moda a riconvertire questo "status quo" (da varietà di bassa qualità a varietà pregiate). Sono, quindi, arrivati i vitigni cosiddetti internazionali (in larga parte, già presenti nell’Ottocento nei vigneti italiani). In Italia, comunque, il numero dei vitigni resta ancora davvero molto alto, il più elevato al mondo. Ecco un piccolo elenco di 50 e più vini e vitigni d’Italia.


    DOLCETTO.


    Il dolcetto è uno dei più conosciuti vini rossi italiani.
    È prodotto con uve coltivate in Piemonte i cui vitigni assumono il medesimo nome.
    Si indicano qui di seguito i principali vini dolcetto in produzione (per una collezione completa si consulti la relativa lista a fondo pagina):
    • Dolcetto d'Acqui
    • Dolcetto d'Alba
    • Dolcetto di Diano d'Alba
    • Dolcetto d'Asti
    • Dolcetto di Ovada
    • Dolcetto di Dogliani
    • Dolcetto delle Langhe Monregalesi
    • Dolcetto Pinerolese

    Presente sin dal 1300 nelle Langhe, viene vinificato in molti vini tra cui il Barbera del Monferrato, il Dolcetto d'Acqui, il Dolcetto di Ovada ed il Dolcetto d'Asti.

    Dà vini rossi asciutti (contrariamente al nome), morbidi, gradevoli, profumati.

    Colore: rosso rubino tendente al violaceo
    Profumo: vinoso, caratteristico, gradevole
    Sapore: asciutto, gradevolmente amarognolo di discreto corpo, armonico
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5%


    FALANGHINA.


    Questo vitigno bianco tipico della Campania è famoso per entrare nella vinificazione di tutti i maggiori vini bianchi della regione. In aggiunta ad altre uve, forma vini bianchi dal profumo vinoso e gradevole e dal sapore asciutto e sapido.

    Vitigno a bacca bianca, più volte confuso con altri, le cui origini rimangono incerte; le notizie raccolte risalgono più o meno al 1825. Attualmente è diffuso prevalentemente in Campania e trova il suo habitat ideale nell'isola di Procida, nella zona dei Campi Flegrei e nel Sannio, dove forse era già coltivato in epoca romana. Una delle migliori qualità di quest'uva è che, qualunque sia la zona dove viene coltivata, il vino che se ne ricava conserva inalterate le sue caratteristiche organolettiche.

    E' chiamata anche Fallanghina, Uva Falerna, Biancuzita, Falerno Veronese, Falanghina Verace. Ha foglia media o piccola, cuneiforme, raramente orbicolare, trilobata e meno spesso pentalobata; grappolo lungo o medio, di media grandezza e compatto, cilindrico o conico, con un'ala corta; acino medio, sferoide, regolare; buccia spessa e consistente, di colore grigio-giallastro, con buona presenza di pruina. La vigoria è buona e la produttività media e costante; matura nella seconda metà di settembre.

    La sua ampia diffusione nella geografia vitivinicola campana ci induce a sostenere quanto bene la Falanghina sia stata capace nei decenni ad adattarsi a tutte le varianti morfologiche territoriali regionali quasi sempre con risultati di tutto rispetto tanto da divenire il bianco varietale più diffuso oggigiorno nella nostra regione e soprattutto capace di coprire un’ampia fascia di collocazione commerciale pari a pochi altri vini bianchi italiani con un forte indice di penetrazione sul mercato facendone un successo enologico che non ha riscontri pari per volumi e numeri negli ultimi anni in Campania: insomma un vitigno dal grande passato, un fiorente presente ed un futuro tutto da rivelare.


    FIANO. 


    Chiamato "Apianum" dagli antichi Romani, dà l’elegante e raffinato Fiano di Avellino.

    Il vino Fiano di Avellino, DOCG, presenta un colore paglierino intenso. Dal profumo caratteristico con note di nocciola e dal sapore asciutto ma fresco, con fondo leggermente acidulo con sentori di miele, frutta secca e pera. Il tempo di maturazione consigliato per la sua consumazione è circa di 5 anni.

    Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino.

    Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di "Ferrovia del vino".

    Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano.

    Quest'ultimo prende il nome dal vitigno omonimo, che i latini chiamavano Vitis apiana, grazie alle api, particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve. Questo vino molto apprezzato già nel Medioevo, ha un'origine millenaria. Nel registro di Federico II di Svevia, vissuto nel XIII secolo, è annotato un ordine per tre "salme" di Fiano. Anche Carlo d'Angiò doveva amare il buon vino, al punto da impiantare nella propria vigna reale ben 16.000 viti di Fiano.

    Grado alcolometrico minimo - Invecchiamento e qualifiche.

    Vitigni: Fiano per un minimo dell'85%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti dai vitigni Greco, Coda di Volpe bianco e Trebbiano toscano, presenti nei vigneti in ambito aziendale, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo complessivo del 15%.
    Acidità totale minima: 5,0 g/l.
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.
    Estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
    L'indicazione della denominazione di origine controllata e garantita "Fiano di Avellino" può essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica "Apianum".

    Caratteristiche organolettiche.

    Colore: giallo paglierino più o meno intenso.
    Odore: gradevole, intenso, fine, caratteristico.
    Sapore: fresco, armonico.




    GAGLIOPPO.


    Il Gaglioppo e' una varieta' di vigneto vigorosa e con una buona e costante produzione di uve con un contenuto di zuccheri che vanno dal 18 al 27 % con una media di 23% e con una acidita' medio alta (4.8-12.5)
    Il grappolo e' di dimensioni medio-grandi, di forma conica o piramidale,con un peduncolo corto e legnoso fino alla prima ramificazione. Il chicco e' sferico od ovale, con una buccia cerata di un viola intenso, con polpa dolce e dal sapore semplice, un succo rosato con due semi per chicco

    Base della maggior parte dei vini rossi di Calabria, ed in particolare del Cirò.

    Dell'antico vitigno "Gaglioppo" tipico del famoso Cirò e del Melissa esistono diversi cloni, che sono sottoposti già da qualche anno alla ricerca di selezione clonale.

    I vini Cirò e Melissa vantano un illustre passato e sono sostanzialmente il nucleo originario della cultura organizzata della vite e del commercio vitivinicolo dell'intera regione. Il Cirò e il Melissa hanno trovato un buon mercato certamente aperto ad un sostanziale ampliamento.

    Il Cirò, in particolare, viene esportato in tutto il mondo, conquistando consensi ed apprezzamenti da parte del consumatore più esigente. Negli ultimi tempi si stanno effettuando grandi sforzi per cercare di riqualificare e diversificare le produzioni dei citati qualificati vini. 


    GARGANEGA. 


    Vitigno fondamentale del Soave, è coltivato soprattutto in Veneto.

    La garganega è l’uva bianca più importante delle province di Verona e Vicenza, la varietà che domina le colline della DOC Soave. Non possiede una aromaticità spiccata, ma un piccolo patrimonio di profumi di cui la mandorla e i fiori bianchi sono i più nitidi; ha uno sviluppo biologico molto lungo, tanto da giungere a maturazione in ottobre; ha una buccia dura e particolarmente gialla (quasi rossa) quando è matura. Non ha un’acidità preponderante ma piuttosto un equilibrio di estratti e zuccheri.

    Gli ultimi studi effettuati sul territorio, frutto della collaborazione tra produttori e istituzioni di controllo e ricerca, fanno emergere almeno quattro sottovarietà, di cui due realisticamente protagoniste del Soave attuale.
    1. La Garganega Tipica, denominata dal Perez bianca o dal Cosmo comune. È la sottovarietà più diffusa, in collina come in pianura. Ha un vigore moderato, il grappolo è più o meno alato, abbastanza lungo, l’acino è sovente piuttosto grosso, anche se la giacitura (il tipo di sottosuolo) e il microclima possono influenzare proprio quest’ultimo aspetto, facendo scaturire chicchi decisamente minuti. La maturazione tardiva della Garganega rende l’area del Soave una di quelle in Italia in cui la vendemmia si chiude ancora oggi, malgrado la inesorabile desertificazione, ad ottobre inoltrato, quasi fosse una varietà rossa come l’Aglianico del Vulture o il Nebbiolo della Valtellina.
    2. La Garganega Dario, individuata nella particolare area di Brognoligo, frazione del comune di Monteforte, è una probabile parente di quella che il Marzotto definiva la Garganega grossa. Ha un grappolo più compatto della bianca, il suo acino è naturalmente di maggiori dimensioni e la sua raccolta è ugualmente tardiva. Le sue caratteristiche fisiologiche hanno fatto emergere una particolare inclinazione per i terreni di pianura, mentre è più difficile reperirla in collina.
    3. La Garganega Verde ha un grappolo molto bello, sia perché la sua ala è delicata sia per la densità dei chicchi che è così rada da renderlo spargolo, l’acino è più piccolo, mentre la sua vocazione privilegia le zone occidentali di Soave e parte del territorio di Costeggiola (frazione di Soave).
    4. La Garganega Agostega ha un acino grosso ed una maturazione molto più precoce delle altre. Alcuni sostengono che la tendenza a marcire abbia determinato un progressivo abbandono della sua coltura, tanto che in questa fase si può trovare solo in alcuni vigneti tra Soave e Monteforte.




    Ricerca personalizzata



    Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

    sabato 15 ottobre 2011

    Coniglio all'ortolana.

    Per eliminare l'odore di "selvatico" del coniglio, lasciatelo a bagno in acqua e aceto, poi asciugatelo a lungo sotto l'acqua corrente. fate scottare i pezzi nella padella calda, senza condimento, in modo che la carne perda i liquidi e si asciughi, trasferiteli su un piatto e cambiate la padella per la cottura.



    Ingrediente Principale: Coniglio - Rosmarino - Salvia - Vino secco - Peperone
    Ricetta per persone n. 8
    Note: -
    Ingredienti: 2 kg di coniglio tagliato a pezzi 
     lardo
    un rametto di rosmarino
    6 foglie di salvia
    3 bicchieri di vino bianco secco

    mezzo peperone rosso
    una foglia di verza
    una cipolla
    2 spicchi di aglio
    2 costole di sedano con le foglie
    un piccolo porro
    2 carote
    un mazzetto di prezzemolo
    un mazzetto guarnito (basilico, timo, rosmarino, salvia, santoreggia)
    un'acciuga sott'olio
    olio extravergine di oliva
    sale, pepe
    Preparazione: 30'
    Cottura: 30'
    • Rosolate i pezzi di coniglio in una larga padella con 3 cucchiai di olio, finché prendono colore.
    • Scolateli e tenete­li da parte. 
    • Preparate un battuto con il lardo, l'aglio, il rosmarino e la salvia; fate­lo fondere nel condimento della carne.
    • Rimettete i pezzi di coniglio in padel­la, salate, pepate e bagnate con un bic­chiere di vino.
    • Aggiungete il mazzetto guarnito e le verdure, pulite e tagliate a dadini, e proseguite la cottura per un'o­ra circa, mescolando ogni tanto e conti­nuando ad allungare il fondo di cottura con il vino bianco.
    • Togliete la carne dalla padella quando è tenera, e tenetela in caldo.
    • Stemperate un'acciuga nel fondo di cottura.
    • Unite mezzo bicchiere di acqua calda e porta­te a ebollizione.
    • Rimettetevi i pezzi di coniglio e cuocete ancora per 5 minuti.
    • Cospargete con il prezzemolo tritato e servite.

    Altre ricette che ti potrebbero interessare:

















    Ricerca personalizzata




    Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

    venerdì 14 ottobre 2011

    Gelato al cacao.


    Ingrediente Principale: Cacao amaro - Zucchero - Latte - Vaniglia
    Ricetta per persone n. 4
    Note: -
    Ingredienti:
    30 g di cacao amaro
    100 g di zucchero
    250 g di latte
     200 g di panna da montare
     ½ stecca di vaniglia
    Preparazione: 20', Gelatiera: 35/40', Freezer: 5 ore ca.
    • Sciogliete il cacao e lo zucchero con un po’ di latte, e nel frattempo scaldate il latte rimanente insieme con la panna montata e la vaniglia, avendo cura di aprirla longitudinalmente affinché possa rilasciare meglio il suo profumo.
    • Lasciate cuocere per qualche minuto a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, quindi levate dal fuoco.
    • Togliete la vaniglia e conservatela ( può essere utilizzata ancora per profumare dell’altro latte o della panna nella preparazione di un dolce).
    • Versate poi il composto sul cacao e lo zucchero precedentemente sciolti. 
    • Lasciate raffreddare, versate nella gelatiera e fatela funzionare per 35 – 40 minuti.3. 
    • Se invece usate il freezer, versate il composto nella vaschetta da ghiaccio precedentemente raffreddata, ma senza riempirla del tutto, perché gelando aumenta il volume. 
    • Coprite e mettete in freezer. 
    • Dopo un’ora, un’ora e mezza circa, togliete dal freezer la vaschetta: il composto avrà cominciato ad indurirsi, soprattutto ai bordi. 
    • Mescolate allora energicamente, cercando di rompere gli eventuali cristalli di ghiaccio che si sono formati o, meglio ancora, frullate a bassa velocità. 
    • Rimettete quindi in freezer e dopo un’ora, un’ora e mezza, ripetete la stessa operazione.
    • Lasciate infine nuovamente in freezer per due ore circa: a questo punto il gelato dovrebbe essere pronto


    Altre ricette che ti potrebbero interessare:















    budini_di_zucca




    Ricerca personalizzata
    Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

    I miei preferiti

    Mutui & Finanze on Line

    468x60_POL_roulette Diventa prestatore e investi con Prestiamoci! Agos, prestiti, finanziamenti Conto Corrente 468x60 gif

    Ultime ricette pubblicate

    Flickr Photostream