Pages

vini, vitigni, Italia, barolo, lambrusco, chianti, dolcetto Calabria, ricette, cucina, gastronomia cucina calabrese, piatti tipici, mustica, ricette cucina, gastronomia cucina calabrese, dolci, dessert, ricette, cucina cucina siciliana, ricette, gastronomia cannoli, pasticceria siciliana, ricette, cucina ricette, cucina ligure, gastronomia, pesto cucina norvegese, ricette cucina, primi, secondi, dolci, dessert paella valenciana, ricette cucina, Spagna, primi, secondi ricette cucina piemontese, bagna cauda, primi, secondi, dolci

domenica 31 ottobre 2010

Le migliori ricette di cucina italiana in un click.


Mi sono appena iscritta con il mio blog di cucina a questo straordinario motore di ricerca: Ricette 2.0.!

Perchè straordinario? Perchè finalmente nel web c’è un vero motore di ricerca tutto dedicato a ricette made in Italy.

Ricette 2.0 seleziona i migliori siti italiani di cucina, esamina le ricette , le prova e poi se ne vale davvero la pena, le inserisce nel motore di ricerca.

Trovare la vostra ricetta è facile e veloce: basta scrivere le parole chiave nell’appositio spazio della home e il gioco è fatto! Niente di più facile; questo progetto ti consente di conoscere tanti piccoli e grandi blog di cucina, di conoscere nuove persone tutte con la stessa passione. Per non perdervi neanche una ricetta vi consiglio di iscrivervi alla loro pagina Facebook: Ricette.20.

Il progetto Ricette 2.0 (si legge Ricette Duepuntozero, si clicca www.ricette20.it) nasce dal matrimonio tra la passione per la buona cucina e la passione per il web. Centinaia di blog dedicati alle ricette ma qualcosa mancava: la possibilità di ricerche mirate su siti qualificati.


Per non perdersi nella marea di siti falsi e veri di cui i motori di ricerca sono pieni. Basta slalom tra pizza, dolci e prodotti software. Il cioccolato c'entra poco con gli incontri e il pesce è buono quando è fresco: per trovare la ricetta giusta non posso metterci una vita.

Questo è l'obiettivo principale di Ricette 2.0: selezionare i migliori siti italiani di cucina e inserirli nel miglior motore culinario italiano del web. Dì addio ai siti trappola o di sola pubblicità: qui è tutto "assaggiato" prima! Ogni singolo sito è prima visionato e poi inserito.



Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

sabato 30 ottobre 2010

Torre di pane e melanzana.




Ingrediente Principale: Pane raffermo - Pomodori sardi o ciliegia - Melanzana
Ricetta per persone n. 4
Note:

Ingredienti 12 fette sottili di pane raffermo
350 g di pomodori sardi o ciliegia
una melanzana
6-7 pomodorini secchi sott'olio
2-3 rametti di basilico
2 spicchi d'aglio
aceto di mele
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Preparazione (35')
  • Lavate la melanzana e ri­ducetela a fette sottili; cuocetele 2 minuti per parte su una griglia rovente senza con­dimento e poi marinatele nel­l'aceto per circa mezz'ora.
  • Affettate a lamelle l'aglio e tritate metà del basilico.
  • Strizzate le melanzane delica­tamente e mettetele in un piat­to; aromatizzate con l'aglio, 2 cucchiai d'olio, il basilico, sale e pepe; mescolate e fate insapo­rire ancora per un'ora.
  • Lavate e affettate i pomo-dori; sgocciolate i pomodo­rini secchi e riduceteli a pezzetti.
  • Bagnate le fette di pane con un po' d'acqua, strizzatele e met­tetene una su ogni piatto; ponetevi sopra qualche fetta di melanzana, qualche pomodori-no secco e qualche fettina di pomodoro, pepate e concludete con una fetta di pane: continua­te fino a esaurimento di pane e verdure.
  • Completate con pomodori e melanzane, pepe, un filo d'olio e il basilico rimasto.
  • Ser­vite le "torri" di pane a tempe­ratura ambiente.

CAMBIA L'INGREDIENTE:

Volete un gusto più fresco? Sostituite la melanzana con un paio di cetrioli affettati sottili.




Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Altre ricette che ti potrebbero interessare:

















Ricerca personalizzata

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:




venerdì 29 ottobre 2010

Insalata di scampi, cozze e pompelmo.


Ingrediente Principale: Gamberi - Cozze - Pompelmo rosa
Ricetta per persone n. 5
Note:
357 calorie a persona

Ingredienti
600 g di gamberi
300 g di cozze
1 pompelmo rosa
1 mazzetto di rucola
2 pomodori perini
1 piccola costa di sedano
4 steli di erba cipollina
1 cucchiaio di olive nere snocciolate
2 patate
1 spicchio di aglio
1 carota
1 scalogno
6 cucchiai di olio di oliva
sale
pepe


Preparazione (30') + 60' Cottura
  • Mettete a bagno le cozze in acqua e sale per almeno un'ora.
  • Nel frattempo lavate le patate e lessatele per venticinque minuti, finché sono tenere.
  • Scolatele, pelatele e tagliatele a rondelle.
  • Raschiate e lavate la carota; tagliatelatela a pezzetti.
  • Pelate lo scalogno.
  • Mettete i pezzetti di carota e lo scalogno in una casseruola, salate, unite due grani di pepe e un litro di acqua e portate a ebollizione.
  • Abbassate la fiamma, mettete il coperchio e fate sobbollire per quindici minuti.
  • Lavate i gamberi e lessateli nel brodetto per qualche minuto.
  • Scolate i gamberi, sgusciateli ed eliminate il filetto intestinale.
  • Pulite il sedano e tagliatelo a pezzetti.
  • Pelate al vivo il pompelmo e tagliatelo a pezzi.
  • Lavate e asciugate i pomodori, dividiteli a metà ed eliminate i semi, tagliate la polpa a pezzi.
  • Pulite la rucola, lavatela e asciugatela.
  • Pelate lo spicchio di aglio e mettetelo nel mixer.
  • Aggiungete qualche foglia di rucola, l'erba cipollina e un pizzico di sale e efrullate.
  • Unite quattro cucchiai di olio e frullate di nuovo
  • Lavate le cozze e spazzolatele sotto l'acqua fredda per eliminare il bisso; mettelee in una padela, conditele con un filo d'olio a fatele aprire su fiamma vivace.
  • Scolatele, sgusciatele e trasferitele in una ciotola; pepatele e fatele intiepidire.
  • Unite i gamberi, le patate e il sedano, il pomodoro, le olive a rondelle, il pompelmo e la rucola.
  • Condite il tutto con l'emulsione d'erbe, mescolate e servite.


Vino consigliato: Gewurztraminer dell'Alto Adige, un bianco elegantisimo.


Il Gewürztraminer.

E' fra le uve aromatiche quella certamente più facile da riconoscere grazie ai suoi aromi ricchi, concentrati, suadenti, affascinanti e potenti, è facilmente riconoscibile anche quando è utilizzata insieme ad altre uve nella composizione dei vini ma è bene precisare che la sua ricchezza aromatica è molto vasta e complessa e dietro al suo forte aroma si nascondono decine di sfumature.

Originario dell' Alto Adige (ma secondo alcuni dell'Alsazia) si ritiene sia una mutazione genetica del Traminer dalla quale si differenzia sia per il colore grigio-rosa sia per la maggior spiccata aromaticità. Proprio le particolarità aromatiche di questa mutazione del Traminer hanno indotto a ribattezzarla nell'Ottocento Gewurztraminer (in tedesco, "gewurz" significa "spezie, aroma"). Per molti anni il regno incontrastato del Gewürztraminer è stata l'Alsazia, tuttavia in altre zone del mondo si propongono vini prodotti con queste uve e di alto livello qualitativo.

La sua diffusione è inferiore rispetto ad altre uve, le zone del mondo dove quest'uva riesce a produrre vini di qualità sono pochine. Causa principale la difficoltà di coltivazione e la tipica incertezza e scarsità dei raccolti e, in particolar modo, il clima.

E' un'uva capace di produrre eccellenti risultati nelle zone a clima freddo il suo basso contenuto di acidi e la ricchezza di zuccheri tende a dare vini piuttosto alcolici. Ecco perché non è adatta alle zone con clima caldo, se la maturazione si raggiunge troppo in fretta i vini prodotti possono addirittura risultare oleosi e sviluppare gusto amaro
.

Comunque, dove la si coltiva con successo è capace di produrre vini straordinariamente eleganti e aromatici, con bassa acidità e gradazioni alcoliche piuttosto elevate.

I grappoli di quest'uva sono piuttosto piccoli, con acini piccoli, buccia spessa e colore che varia dal grigio-rosa al rossiccio-marrone. Il Gewürztraminer è comunque difficile da coltivare e un vino perfettamente bilanciato di acidi e zuccheri non è semplice da realizzare, tuttavia quando il clima offre le giuste condizioni è capace di regalare autentici vini da favola.

Grazie all' elevata gradazione alcolica i vini prodotti con Gewürztraminer possono anche raggiungere i 5 anni di affinamento in bottiglia.



Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


giovedì 28 ottobre 2010

Scrigni con cozze stufate allo zafferano.

scrigni_con_cozze_stufate

Ingrediente Principale: Pasta sfoglia - Cozze - Scalogne
Ricetta per persone n. 6
Note:
947 calorie a persona

Ingredienti


2 rotoli di pasta sfoglia surgelata
e scongelata
1 uovo


Per la farcia:


2 kg di cozze
2 scalogni
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio di oliva
1 pizzico di zafferano
1 pizzico di timo fresco
2 di di vino bianco secco 1/2 litro di panna
3 cucchiai di cipolla tritata


Per la ratatouille di pomodoro:


4 grossi pomodori
1 spicchio di aglio
1 scalogno
1 cucchiaio di olio di oliva
3 cucchiai di burro
timo fresco tritato
sale, pepe


Per decorare:


qualche stelo di erba cipollina
qualche fogliolina di basilico


Preparazione (30') + 60' Cottura
  • Scaldate il forno a 220°. Dividete a metà i rotoli di pasta sfoglia. Incide­te la pasta in tutto il perimetro a 1 cm dal bordo e disponetela sulla placca.

  • Sbattete l'uovo e con esso spennellate la pasta.

  • Infornate e lasciate cuocere per diciotto minuti.

  • Preparate la farcia: raschiate accura­tamente le cozze ed eliminate il bisso. Lavatele bene.

  • Mondate e tritate gli scalogni con gli spicchi di aglio e roso­lateli in una padella antiaderente con l'o­lio, lo zafferano e il timo.

  • Unite le cozze e irroratele con il vino.

  • Mettete il coperchio e lasciate cuocere, su fiamma vivace, fino a quando le cozze su aprono.

  • Scolate le cozze con un mestolo forato ed eliminate tutte quelle ri­maste chiuse.

  • Filtrate il loro fondo di cottura e versatelo in un pentolino. Fate­lo ridurre e poi incorporatevi la panna.

  • Lasciate ridurre nuovamente la salsa. Tenete da parte, intere nella loro valva, le otto cozze più grosse che vi serviran­no per la decorazione e sgusciate tutte le altre.

  • Togliete le sfoglie dal forno e svuo­tatele della pasta interna seguendo il taglio, in modo da formare dei cofa­netti.

  • Tenete la pasta tolta come coper­chio. Disponete i cofanetti di pasta al centro di quattro piatti individuali.

  • Preparate la ratatouilie di pomodori: praticate un taglio a croce sulla sommità dei pomodori e scottateli per qualche istante in acqua bollente.

  • Scola­teli, raffreddateli sotto l'acqua fredda corrente e pelateli.

  • Divideteli a metà ed eliminate i semi e l'acqua di vegetazio­ne; tagliate la polpa a pezzi. Mondate e tritate lo scalogno e lo spicchio di aglio.

  • Mettete i pezzi di pomodoro a marinare con lo scalogno e l'aglio tritati e l'olio.

  • Salate, pepate, spolverizzate con il timo e fate scaldare su fiamma dolce.

  • Versate un po' di questa ratatuoille sul fondo dei cofanetti di pasta.



Vino consigliato:


Servite le cozze stufate con un vino bianco armonico, come il Locorotondo o l’Alcamo Inzolia.
Locorotondo è un borgo posto sopra un poggio della Murgia dei Trulli, da cui si gode una vista panoramica della valle sottostante, disseminata di trulli inframmezzati al verde dei vigneti. Questa zona vinicola, caratterizzata dalla produzione di bianchi armonici, si sviluppa lungo la valle di Itria. Il clima locale è favorevole alla viticoltura, grazie alle correnti provenienti dai mari Adriatico e Ionio: i venti, scontrandosi, danno luogo a precipitazioni che rinfrescano le torride estati. Qui sorge Locorotondo, località in cui si produce un bianco un tempo destinato alla produzione del Vermut. L’origine del nome è incerta; secondo una leggenda risalirebbe a Periandro Locrese, personaggio mitico conosciuto per la forza erculea e per la statura gigantesca. Locorotondo deriverebbe quindi da Locrese, cioè abitato dai Locresi. Un’ipotesi meno leggendaria, ma probabilmente più attendibile, vuole che l’origine del nome sia connessa alla pianta circolare che costituiva l’originario impianto urbanistico del borgo. L’attuale zona di produzione del Locorotondo comprende, oltre all’omonima località in provincia di Bari, il comune di Cisternino e parte di quello di Fasano, nel Brindisino. Il vino nasce da un uvaggio che comprende uve Verdeca (50-65%), Bianco d’Alessano (35-50%), Fiano, Bombino Bianco o Malvasia Bianca (massimo 5%). Viene prodotto anche nella versione Spumante.



Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


mercoledì 27 ottobre 2010

Garganelli allo zafferano con pomodoro e fave fresche.


Ingrediente Principale: Farina 00 - Uova -Pomodori - Fave
Ricetta per persone n. 4
Note:
345 calorie a persona

Ingredienti


150 g di farina di grano duro
100 g di farina bianca "00"
2 uova
2 cucchiai di olio d'oliva extravergine
1 bustina di zafferano


Per il condimento

300 g di pomodori ramati
200 g di fave fresche
2 cucchiai di pecorino
3 cucchiai di olio d'oliva extravergine
2 spicchi d'aglio basilico
sale e pepe


Preparazione (30') + 15' Cottura
  • Impastate le due farine, le uova, l'olio, un pizzico di sale e lo zafferano sciolto in poca acqua fino a formare un impa­sto liscio ed elastico.

  • Formate una palla e lasciatela riposare avvolta in un foglio di carta pellicola per 20 minuti.

  • Scottate i pomodori in acqua bollente per 30 secondi, eliminate la pelle, i semi e tagliateli a cubetti.

  • Scottate le fave per 1 minuto nella stessa acqua in ebollizione, scolatele ed eliminate la pellicina che le ricopre.

  • In una padella scaldate l'olio con gli spicchi d'aglio schiacciati, unite le fave sgusciate e i pomodori a dadini.

  • Salate e lasciate insaporire per qualche minuto.

  • Spegnete il fuoco e tenete a parte.

  • Tirate la pasta in una sfoglia non troppo sottile, tagliatela in quadratini regolari di 2 cm di lato e con l'apposito attrezzo formate i garganelli.

  • Cuocete la pasta in acqua bollente salata lasciandola un po' al dente, scolatela e versatela nel condimento.

  • Saltate per alcuni minuti per amalgamare gli ingredienti, unite il basilico spezzetato, il pecorino grattugiato e completate con un pizzico di pepe nero.



Vino consigliato: Vermentino di Gallura.


Il Vermentino di Gallura è un vino DOCG la cui produzione è consentita nelle province di Olbia-Tempio e Sassari.

  • colore: giallo paglierino intenso con leggeri riflessi verdognoli
  • odore: intenso, persistente, con sentori vegetali propri della macchia mediterranea sarda
  • sapore: persistente, morbido, abbastanza sapido, complesso al palato con sensazione retro-olfattiva di fiori freschi
È apprezzabile come aperitivo se servito fresco. Ben si accompagna con i primi saporiti della cucina sarda avendo un buon corpo e un'ottima struttura. Viene servito anche con il pesce arrosto, con i molluschi e con i crostacei. Di sicuro interesse è l'abbinamento con il pecorino dolce (preferibilmente sardo).
Il Vermentino di Gallura è un vino bianco DOCG prodotto in Sardegna, e più specificatamente nella Gallura, territorio che si estende nella parte nord orientale della regione, tra le province di Sassari e Nuoro, un tempo terra di pastori ora consacrata al turismo costiero della Costa Smeralda. In quest'isola, arida ed ostile alle più comuni coltivazioni agricole e continuamente battuta dai venti di maestrale, il Vermentino riesce a rivelarsi con la sua personalità spiccata.

Il Vermentino di Gallura ha origini spagnole, è infatti giunto in Sardegna solo negli ultimi decenni del XIX secolo, passando prima dalla Corsica e poi dalla Liguria.
Prodotto per il 95-100% dall'omonima uva, e con un possibile contributo di uve locali, il Vermentino è un vino morbido ed intenso.

Quest'uva, particolarmente dolce e feconda, si presenta con un fusto grosso e robusto, con i rami sfumati di rosso e le foglie grandi. I grappoli sono grossi, di forma allungata, ora quasi cilindrici, ora piramidali, con acini rotondi e grossi, dalla buccia sottile e dal colore chiaro con varie tonalità di giallo a seconda del livello di maturazione, che avviene sul finire di settembre.

Quest'ottimo vino sardo ha ottennuto la Denominazione di Origine Controllata e Certificata nel 1996.







Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


lunedì 25 ottobre 2010

Bombolotti profumati.

bomboloni_profumati


Ingrediente Principale:
Semolino - Latte - Ricotta - Pistacchi

Ricetta per persone n.
8 - 10 persone

Note:
559 calorie a porzione

Ingredienti

150 g di semolino
600 mi di latte
200 g di zucchero
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito
1 bicchierino di Rum
100 g di uvetta
50 g di pistacchi sgusciati
400 g di farina bianca "00"
2 uova
1 tuorlo
200 g di ricotta
300 ml di olio di semi di arachidi
1 limone
1 pizzico di sale

Per decorare
zucchero a velo

8 uova
50 gr. di burro
maionese
spinaci
salsa verd
sa­le
pepe

Preparazione (30') + 20' Cottura
  • Versate 500 ml di latte in una casseruola con la vanillina: quando inizia a bollire, aggiungete il semolino e mescolate bene.

  • Abbassate il fuoco e cuocete per circa 5 minuti; togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.

  • Ammollate l'uvetta con il Rum e tritate grossolanamente i pistacchi sgusciati.

  • Quando il composto a base di latte e semo­lino è ormai tiepido, aggiungetevi lo zucchero, 100 ml di latte, il lievito, la scorza di limone grattugiata, la ricotta, le uova, il tuorlo e la farina.

  • Impastate fino a ottenere un composto mor­bido.

  • Unite all'impasto l'uvetta con il Rum e i pistacchi tritati .

  • Scaldate l'olio di semi in una padella e riempite una sacca da pasticcere con l'impasto per i bombolotti.

  • Stendete un foglio di carta da forno su un vassoio e ungetelo con una pennellata d'olio.

  • Con l'impasto formate delle ciambelle di circa 7-8 cm di diametro e spesse un paio di centimetri.

  • Quando l'olio è ben caldo, prendete una spatola, staccate 3-4 bombolotti per volta, immergeteli nell'olio e friggeteli da entrambe le parti per circa 1 minuto e mezzo.

  • Scolate i bombolotti su un foglio di carta assorbente, lasciateli raffreddare, impilateli su un piatto largo, cospargeteli con lo zucchero a velo e servite.




Vino Consigliato: Moscato di Noto


Il Moscato di Noto è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Siracusa. E’ prodotto da uve Moscato Bianco al 100%.

Come la tradizione vuole fu Cerere, dea della terra, ad imprimere le caratteristiche punteggiature sul chicco giallo oro, annoverandolo frutto degno degli dei.


Il vino conserva, anche in bottiglia, un colore giallo oro vecchio con sfumature ambrate nette, completate da un profumo intenso e con un aroma personale e dolce.

Ha una gradazione di circa 12,5% con la generosità di zuccheri non svolti che esaltano l’aroma tipico di moscato.

Colore: dal giallo dorato, più o meno intenso, all'ambrato.
O
dore: caratteristico e fragrante di moscato.
Sapore: leggermente aromatico, caratteristico di moscato.





Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

domenica 24 ottobre 2010

Uova ripiene al verde.


Ingrediente Principale:
Uova - Spinaci - Salsa verdeUova

Ricetta per persone n.
8

Note:

Ingredienti
8 uova
50 gr. di burro
maionese
spinaci
salsa verd
sa­le
pepe

Preparazione: 30'
  • Rassodate le uova facendole bollire per 10 minuti.

  • Raffreddatele sotto acqua corrente e sgusciatele.

  • Ta­gliatele a metà in senso longitudi­nale, estraete i tuorli e passateli al setaccio.

  • Unite al passato il burro, sale, pepe e tre cucchiai di maio­nese. Mescolate bene il tutto. Les­sate con la sola acqua rimasta loro aderente dopo il lavaggio una man­ciata di spinaci.

  • Passateli al setac­cio lasciando cadere il passato in una casseruolina.

  • Mettete questa sul fuoco e asciugate la purea.

  • Quando sarà raffreddata incorpora­tela ai tuorli d'uovo. Farcite poi le mezze uova con questo composto.

  • Disponetele su un piatto di portata.

  • Irroratele con una buona salsa ver­de e decorate con fettine di pomodoro e olive nere.






Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

sabato 23 ottobre 2010

Straccetti agli spinaci con coniglio e zafferano.


Ingrediente Principale:
Coniglio - Zafferano - Farina - Brodo di pollo - Scalogno - Spinaci - Uova

Ricetta per persone n.
4

Note:
593 calorie a persona

Ingredienti
Per la pasta
200 g di farina bianca "00"
100 g di spinaci
2 uova

Per il condimento
2 lombi di coniglio
1 bustina di zafferano
6 cucchiai di olio d'oliva extravergine
100 ml di brodo di pollo
1 scalogno
sale
pepe

Preparazione (30' + 15' Cottura
  • Bollite gli spinaci in abbondante acqua salata, strizzateli e tritateli finemente.

  • Impastateli con le uova e farina fino a ottenere una palla liscia e omogenea.

  • Lasciatela riposare avvolta nella pellicola.

  • Tritate lo scalogno e stufatelo in una casseruola con olio.

  • Tagliate a pezzettini il coniglio e aggiungetelo in padella. cuocete per 3-4 minuti e bagnate con poco brodo.

  • Aggiungete lo zafferano e aggiustate di sale e pepe.


  • Tirate la pasta agli spinaci e ritagliatene tanti straccetti con la rotella dentellata.

  • Bollite la pasta in abbondante acqua salata in padella con i lombi di coniglio.

  • Mantecate il tu poco brodo di pollo e servite.



Una curiosità: lo zafferano è un fiore meraviglioso e il suo aroma delicato viene utilizzato in cucina da secoli. Questa spezia è considerata da sempre una merce rara (baste pensare che per ottenere 1 kg di polvere servono più di 100.000 fiori e per questo particolarmente pregiata. Al momento il valore commerciale della spezia è di circa 15/20 Euro al gr (è addirittura più costoso dell'oro) ma bisogna considerare che 1 g di zafferano è sufficiente per ottenere 5 kg di risotto.


Vino Consigliato: Alto Adige Santa Maddalena

L' Alto Adige Santa Maddalena è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Bolzano.

  • colore: da rosso rubino a granato intenso.
  • odore: vinoso, caratteristico, con profumo ricordante quello della viola, etereo dopo breve invecchiamento.
  • sapore: pieno, vellutato, leggermente da mandorla, sapido.

venerdì 22 ottobre 2010

Sfogliata con mozzarella e prosciutto.


Ingrediente Principale:
Pasta sfoglia fresca - Mozarelle - Basilico - Prosciutto crudo

Ricetta per persone n.
6

Note:
559 calorie a persona

Ingredienti
2 confezioni di pasta sfoglia fresca già stesa (circa 230 g l'una)
2 mozzarelle
2 pomodori
10 foglie di basilico
100 g di prosciutto crudo a fettine
1 uovo
1 cucchiaio di latte
sale
olio extravergine di oliva

Preparazione (20' + riposo) + 30' Cottura
  • Prepara gli ingredienti. Sgocciola le mozzarelle dal liquido di conservazione e tagliale a fettine sottili.

  • Disponile senza sovrapporle su un vassoio foderato con più strati di carta da cucina.

  • Lasciale riposare 1-2 ore in modo che perdano il liquido in eccesso. Lava con cura i pomodori, asciugali, elimina il picciolo e la parte dura sottostante e tagliali a fettine sottili con un coltello ben affilato.

  • Metti anche le fette di pomodoro a perdere il liquido in eccesso su carta da cucina per 10 minuti.

  • Sistema i pomodori in un piatto, condiscili con un filo d'olio, un pizzico di sale e le foglie di basilico spezzettate.

  • Farcisca la torta. Sistema un foglio di pasta sfoglia direttamente nella placca foderata con carta da forno e punzecchia il fondo con uno stecchino.

  • Distribuisci sulla pasta metà della mozzarella, lasciando un bordo libero di 2 cm scarsi.

  • Forma poi uno strato di pomodori e uno di fettine di prosciutto, sovrapponendole leggermente. Completa con le fettine di mozzarella rimaste.

  • Cuoci. Sistema il secondo disco di pasta sfoglia sul ripieno e fallo aderire al disco sottostante piegando tutto il bordo con le dita, per ottenere un effetto decorativo.

  • Punzecchia la pasta con uno stecchino, praticando fori a distanza regolare.

  • Spennella la torta con l'uovo sbattuto con il latte e cuoci in forno già caldo a 180°C per almeno 30 minuti.

  • Lascia riposare la torta ter qualche minuto e servila calda, tiepida o fredda.




Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

giovedì 21 ottobre 2010

Tortiera di cozze.


Nella cucina tipica pugliese si incontrano numerosi piatti cucinati in tortiera, cioè posti in teglia e cotti, quindi, in forno. Gli ingredienti sono rappresentati spesso unicamente dagli ortaggi, oppure da ce­reali, frutti di mare e ortaggi o anche, come in questa propo­sta, da ortaggi e frutti di mare, sapientemente abbinati.

Ingrediente Principale:
Cozze - Cipolle - Pomodori - Patate - Zucchine

Ricetta per persone n.
4

Note:

Ingredienti
800 g di cozze
400 g di cipolle
400 g di pomodori
200 g di patate
100 g di zucchine
4 cuc­chiai dì olio extravergine d'oliva.

Preparazione: 30'
  • Mondare e affettare le patate, le zucchine e le cipolle.
  • Taglia­re i pomodori a filetti.
  • Mondare le cozze e farle aprire a fuoco vivo in una casseruola coperta, quindi eliminare le valve vuo­te e filtrare il liquido che si è formato.
  • Ungere con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva una tortiera e disporvi a strati, ri­spettivamente, le patate, le cipolle, le cozze, i pomodori, le zucchine e, quindi, ancora, le cipolle, le cozze, i pomodori.
  • Versare uniformemente il liquido delle cozze sulla prepara­zione.
  • Condire con il rimanente olio d'oliva e far cuocere nel forno caldo a 150 °C, per un'ora e 20 minuti.
  • Servire subito.

Altre ricette che ti potrebbero interessare:










Orate all'anconetana.












Ricerca personalizzata


Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

martedì 19 ottobre 2010

Sgombri al lime con riso al vapore.



Ingrediente Principale:
Sgombri - Lime - Scalogni - Prezzemolo - Riso

Ricetta per persone n.
4

Note:
710 calorie a porzione

Ingredienti
4 sgombri di circa 250 g cad..
4 lime
5 scalogni
un mazzetto di prezzemolo
6 cucchiai d'olio
mezzo bicchiere di vino bianco
200 g di riso
uno spicchio d'aglio
un di di panna
10 g di burro
sale
pepe

Preparazione: 30'
  • Tritate gli scalogni insieme con l'aglio e il prezze­molo: salate e pepate il trito.

  • Lavate gli sgombri evi­scerati, farcite il ventre con un po' del trito preparato e legateli con refe da cucina; fateli marinare nel succo di 2 lime per almeno un'ora in frigo.

  • In un tegamino fate rosolare con il burro il trito rimasto, aggiungete il succo di un lime e fate addensare; togliete il tegamino dal fuoco e aggiungete la panna.

  • Nel frattempo cuocete il riso (preferibilmente al vapore) e tenetelo in caldo.

  • Fate scaldare l'olio in una larga padella e rosola­tevi gli sgombri, rivoltandoli delicatamente con l'aiu­to di 2 palette, spruzzateli con il vino e fatelo evapo­rare a fiamma viva.

  • Prelevate gli sgombri dal tegame e disponeteli in un piatto da portata.

  • Nel fondo di cot­tura dei pesci fate insaporire il lime rimasto, tagliato a fettine.

  • Servite gli sgombri con il riso, irrorate con la salsa preparata e decorate con le fettine di lime.


Questo variopinto antipasto può essere anche frutto di un abile riciclo.

Se avete del pesce arrosto o fritto in frigo ricavatene la polpa, poi seguite le indicazioni di questa ricetta.

Il risultato?Il frigo..... ripulito e contemporaneamente un ottimo piatto in tavola.


Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

lunedì 18 ottobre 2010

Gnocchi al gorgonzola con il radic­chio di Treviso.



Ingrediente Principale:
Gnocchi di patate - Radicchio di Treviso - Scalogno - Gorgonzola dolce

Ricetta per persone n.
4

Note:
560 calorie a porzione

Ingredienti
800 g di gnocchi di patate
2 cespi di radicchio di Treviso
uno scalogno
150 g di gorgonzola cremoso
1,5 di di latte
20 g di burro
sale

Preparazione: 30'
  • Private il radicchio della radice, lavatelo, asciugatelo e tagliatelo a pezzetti.

  • Sbucciate lo sca­logno,tritatelo fine e ro­solatelo in una larga pa­della antiaderente con il burro a fiamma bassa per 2-3 minuti.

  • Unite il radicchio, salate e cuccete a fiamma media per 2 mi­nuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.

  • Eliminate la crosta del formaggio, taglia­telo a pezzetti e mettete­lo in un pentolino con il latte.

  • Fatelo sciogliere su fuoco basso, poi lasciate addensare la crema otte­nuta per un paio di minu­ti.

  • Versatela sul radicchio e proseguite la cottura per 2-3 minuti.

  • Lessate gli gnocchi in una capace pentola con abbondante acqua bollente salata, sco­lateli con un mestolo fo­rato man mano che ven­gono a galla.

  • Rovesciateli nella padella con il radic­chio e lasciateli insapori­re a fiamma media per 2 minuti, mescolando.

  • Ser­vite subito, ben caldo.





Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

domenica 17 ottobre 2010

Sgombri grigliati con mele fritte.



Ingrediente Principale: Sgombri - Mele verdi (Granny Smith) - Aceto di vino bianco
Ricetta per persone n.
4

Note:
695 calorie a porzione

Ingredienti
4 sgombri di 200/250 g cad
2 dl d'aceto di vino bianco
un kg di mele verdi (Granny Smith)
100 g di farina,
un limone non trattato
abbondante olio per friggere
sale
pepe

Preparazione: 25' + 25' cottura
  • Private del torsolo le mele e tagliatele a fette sotti­li.

  • Passatele nella farina e friggetele in una padella con abbondante olio ben caldo.

  • Adagiatele su carta as­sorbente da cucina a perdere l'unto in eccesso.

  • Puli­te gli sgombri, eviscerateli e lavateli con l'aceto di­luito con mezzo litro d'acqua.

  • Cuoceteli sulla griglia ben calda per circa 5 minuti per lato.

  • Disponete i pe­sci su di un letto di mele fritte, spargetevi sopra la scorza grattugiata e il succo di un limone.

  • Salate, in­saporite con una macinata di pepe e servite.



Per preparare questo piatto sono state scelte le mele Ganny Smith per la loro consistenza e il gusto un po' acidulo.

In mancanza di esse, qualsiasi mela che abbia le stesse caratteristiche può andare bene.

Fra le ultime nate, la Pink Lady è quella che meglio corrisponde a questo identikit.

A cosa deve il suo nome questa aspra, deliziosa mela verde ? Si dice che la sua scoperta fu fatta casualmente da Maria Smith,una donna inglese, nell'Australia della metà del 19° secolo. La signora Smith, dando una sistemata al frutteto di famiglia, strappò delle – secondo lei – erbacce dalle radici di alcuni meli del giardino, gettandole in un angolo. Solo dopo del tempo si accorse che quei rametti vecchi e secchi stavano germogliando...e stavano dando delle piccole mele di un verde splendente. Subito si mise ad “accudire” le nuove piante e ben presto ebbe una serie di piccoli meli dai frutti aspri, ma succosi;scoprì anche che la nuova varietà ben sopportava i lunghi viaggi e la conservazione.

La storia, forse un po' elaborata dai connazionali, è vera e nella città di Ryde, nel New South Wales è conservata la biografia ufficiale di Maria : nata nel Sussex nel 1799 Maria Ann emigrò con il marito Thomas Smith in Australia nel 1838, per seguire le nuove piantagioni delle colonie inglesi. Solo più tardi nel corso della sua vita “Granny Smith” scoprì per caso la mela che avrebbe portato il suo nome e che l'avrebbe resa famosa. Le erbacce che Maria con tanta cura estirpò dal suo frutteto, altro non erano che ciò che rimaneva di vecchi alberi di mele francesi, trapiantati anni prima in Tasmania.

Purtroppo non sopravvisse al suo successo : due anni dopo l'inizio della commercializzazione della Granny Smith, Maria morì senza sapere che la mela a cui aveva dato il nome vinse il primo premio di una fiera nazionale nel 1891 e che dopo soli cinque anni sarebbe stata esportata in tutto il mondo. Le Granny Smith arrivarono in Inghilterra nel 1935 e negliStati Uniti nel 1972, mentre ancora oggi si possono trovare alberi selvatici di Granny Smith in quasi tutta l' Australia.

E' conosciuta come “mela verde” o “mela per diabetici” in quanto è scarsa di zucchero e molto acida; viene coltivata quasi esclusivamente in fondovalle, questo perché in collina prende un colore rosato.

Altre ricette che ti potrebbero interessare:












Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed
cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

I miei preferiti

Ultime Ricette Pubblicate

Mutui & Finanze on Line

Conto Corrente 468x60 gif

Antipixels

i migliori blog! (ricette di cucina) WebShake – cucina Segnala Feed BlogNews Add to Technorati FavoritesAndrix portale italiano di social news All Cooking Sites Ricette VelociTOP 100 FOOD SITES IT FoodBlog GiornaleBlog Notizie Blog di Cucina Aggregatore di blog Blogstreet - dove il blog è di casa ” Aggregatore Paperblog ElencoSiti Add to Technorati Favorites Directory dei blog italiani BlogItalia.it - La directory italiana dei blog Il Bloggatore - Cucina Programming Blogs - Blog Catalog Blog Directory Aggregatore http://www.wikio.it BlogNews website counter Miglior Blog Feedelissimo Registrazione Sito Questo sito è segnalato da Akkiapparicette Ricette di cucina food bloggermania Top blogs di ricette