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mercoledì 29 settembre 2010

Gelatina di maiale al pepe rosso.

L'immagine “http://www.vallevegan.org/public/gelatina%20di%20maiale.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.


Ingrediente Principale: Carne di maiale - Aceto di vino - Pepe rosso
Ricetta per persone n.
4

Note:

Ingredienti 1000 g carne di maiale
1 piede di maiale
1 orecchio di maiale
1 bicchiere aceto di vino
succo di limone
pepe rosso

Preparazione: 3 ore + riposo
  • Mettere a bollire le parti del maiale in molta acqua salata per circa 3 ore.
  • Poi mettere da parte la carne, aggiungere al brodo un bicchiere d'aceto e farlo bollire a lungo fino a ridurlo ad 1/4 della quantità iniziale.
  • Lasciare riposare per una notte intera.
  • Il giorno dopo filtrare il brodo e aggiungere succo di limone.
  • Intiepidirlo e versarlo sulla carne già tagliata a fette e sistemata nei piatti e condita con pepe rosso macinato.



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lunedì 27 settembre 2010

Pappardelle dello zar: squisite pappardelle al gusto di salmone.

Squisite pappardelle al gusto di salmone: il segreto è anche nella salsa alla vodka.

Ingrediente Principale: Farina - Salmone affumicato - Vodka o grappa - Panna - Scorza grattugiata di mezzo limone
Ricetta per persone n.
4

Note:

Ingredienti 300 g di farina più quella per infarinare 2 uova
50 g di salmone affumicato
4 cucchiai di vodka o grappa
mezzo bicchiere di panna
la scorza grattugiata di mezzo limone
50 g di burro
sale
pepe

Preparazione: 30'
  • Come si prepara.
  • Tritate finemente il salmone, poi spargetevi sopra un po' di farina, per togliere al pesce la sua umidità.
  • Mettete la farina a fontana sulla spianatoia, sgusciatevi al centro le uova, spolverizzate di sale e cominciate a intridere gli ingredienti con la punta delle dita.
  • Unite il salmone affumicato e lavorate tutto energicamente, in modo da distribuire bene il salmone nella pasta.
  • In questa fase aggiungete anche 1o 2 cucchiai di vodka o grappa o un filino d'acqua, per fornire il liquido necessario all'impasto.
  • Lavorate per almeno 10 minuti, poi fate un panetto che lascerete riposare per mezz'ora, coperto.
  • Come si presenta.
  • Stendete la pasta in una o più sfoglie e ricavatene delle larghe pappardelle.
  • Fate fondere il burro quasi a color nocciola, unendo la scorza del limone, poi "spegnetelo" con la vodka o la grappa rimasta e unite la panna.
  • Salate, pepate e cuocete la salsetta per qualche minuto.
  • Cuocete le pappardelle al dente e conditele con la salsa, servendo subito.


Le origini delle Pappardelle, il formato più grande tra le paste all'uovo, vengono attribuite all'Italia centro-settentrionale, più precisamente alla Toscana, nella cui cucina tipica vengono usate in moltissime ricette.

Anche il nome deriverebbe dal verbo dialettale toscano "pappare", riferito al mangiare con gioia e piacere quasi infantili.

Le Pappardelle hanno un sapore importante e ricco che soddisfa il palato alla sapienza di una sfoglia tirata ad arte, secondo la tradizione emiliana.


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sabato 25 settembre 2010

I tortellini in brodo, nati nella gastronomia emiliana e bolognese poi hanno conquistato il mondo.

Ombelico di Venere, questa è la forma che devono avere i veri tortellini.

Il riferimento mitologico-anatomico segnala l'importanza che i tortellini -con i cugini ravioli, cappelletti, anolini...- ha nella gastronomia emiliana e bolognese, dove sono stati inventati alcuni secoli fa.

Poi hanno conquistato il mondo.



Ingrediente Principale: Lonza di maiale - Polpa di tacchino - Prosciutto crudo - Mortadella - Parmigiano grattugiato
Ricetta per persone n.
6

Note:

Ingredienti 100 g di lonza di maiale
100 g di polpa di tacchino, 80 g di prosciutto crudo
100 g di mortadella
2 uova
100 g di parmigiano grattugiato
brodo

Per la pasta:

300 g di farina
3 uova
sale

Preparazione: 60'
  • Rosolate con una noce di burro la lonza e il tacchino tagliato a dadini e passatele poi al tritacarne con il prosciutto e la mortadella.
  • Unite 2 uova, il parmigiano, sale, pepe e noce moscata e impastate bene il tutto.
  • Preparate la pasta con la farina, 3 uova e poco sale, stendetela in una foglia sottile e tagliatela a quadretti di circa 3 cm di lato.
  • Distribuite su ciascuno, una nocciolina di ripieno, poi ripiegate a triangolo la pasta facendo combaciare i margini.
  • fate girare ogni tortellini intorno all'indice sovrapponendo le due estremtà.
  • Portate a ebollizione abbondante brodo di manzo e cappone, versatevi i tortellini, cuoceteli pochi minuti e serviteli accompagnando con abbondante parmigiano gratuggiato.

Il nome di tortellino (in bolognese turtlén, in modenese turtlèin) deriva dal diminutivo di tortello, dall'italiano torta.

L'odierno tortellino è verosimilmente l'erede relativamente recente di una lunga progenie nata in un ambiente povero per "riciclare" la carne avanzata dalla tavola dei nobili ricchi. Nel libro "L'economia del cittadino in villa" di Vincenzo Tanara del 1664 si descrivono dei tortellini "cotti nel burro". Ancora nel 1842 il viaggiatore e bibliografo francese Antoine-Claude Pasquin (detto Valery, 1789-1847) annotava un ripieno di «sego di bue macinato, tuorli d'uovo e parmigiano», ben più rozzo dell'attuale.

Al giorno d'oggi è possibile reperire tortellini confezionati in ogni parte del mondo, soprattutto dove le comunità italiane hanno una certa importanza. I tortellini confezionati "freschi" hanno normalmente una durata di sette settimane.

I tortellini in brodo sono spesso serviti nel menu di Natale.

Sull'origine di questo piatto esistono diverse leggende. Una tra queste fa nascere questo piatto a Castelfranco Emilia ad opera del proprietario della locanda Corona, il quale - sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite e, rimasto tanto colpito dalla bellezza del suo ombelico - volle riprodurlo in una preparazione culinaria.

Un'altra variante della storia trae spunto dalla "Secchia rapita" del Tassoni e racconta di come ai quei tempi, una sera dopo una giornata di battaglia tra bolognesi e modenesi, Venere, Bacco e Marte trovarono ristoro presso la locanda Corona. La mattina seguente Marte e Bacco si allontanarono dalla locanda lasciando Venere dormiente, questa al risveglio, chiamò qualcuno e il locandiere che accorse la sorprese discinta e rimase tanto impressionato dalle sue splendide forme che tornato in cucina con ancora in testa ciò che aveva visto, strappò un pezzo di sfoglia, lo riempì e ripiegò dandogli la forma dell'ombelico della dea.

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giovedì 23 settembre 2010

Riscopriamo le ricette nate fra i monti dell'Alto Adige: i canederli o knodel .

I sapori delle Alpi. Riscopriamo le ricette nate fra i monti dell'Alto Adige.

I canederli o knodel sono una sorta di grossi gnocchi che hanno come base il pane raffermo bianco o nero, conditi e aromatizzati alle origini con ciò di cui si disponeva in casa: un avanzo di formaggio, o di pancetta, o meglio poteva essere anche un pezzo di speck tagliato a pezzettini.

Si possono servire in brodo, o asciuti conditi con burro fuso e formaggio, e spesso sono utilizzati come contorno alla selvaggina o al gulash.

Ingrediente Principale: Pane di segale (anche raffermo) - Grano saraceno - Pancetta
Ricetta per persone n.
5-6

Note:

Ingredienti 300 g di pane di segale (anche raffermo)
200 g di pancetta
farina di grano saraceno
una piccola cipolla
poco latte
un porro
aglio
sale

Preparazione: 20' + 25' Cottura
  • Tagliate il pane a fettine, mettetele in una ciotola di terraglia e aggiungete la pancetta tagliuzzata, la cipolla, uno spicchio d'aglio e il porro, tutti separatemente tritati.
  • Salate, poi bagnate con acqua o con acqua e latte (mai solo latte in quanto il pane di segala col solo latte inacidisce) in modo che tutto non venga inzuppato, ma soltanto inumidito.
  • Fate riposare il composto per mezz'ora o un'ora, affinchè si insaporisca bene.
  • Fate bollire in una pentola abbondante acqua .
  • Prendete la farina di grano saraceno in quantità abbondante e amalgamatela bene al composto.
  • Dopo che avrà riposato il tempo necessario, ricavate, con le mani bagnate, delle grosse palle e lessatele in acqua bollente salata, cuocendo a fuoco basso per 20-25 minuti.
  • Si servono in brodo oppure al burro fuso, o anche con un contorno di crauti, o rafano o scorzonera in insalata (entrami gratugiati).

I canederli o knodel sono una sorta di grossi gnocchi che hanno come base il pane raffermo bianco o nero, conditi e aromatizzati alle origini con cio di cui si disponeva in casa: un avanzo de formaggio o di pancetta o meglio poteva essere anche un pezzo di speck tagliato a pezzettini.

Si possono servire in brodo, o asciutti conditi con burro fuso e formaggio, e spesso sono utilizzati come contorno alla selvaggina o al gulash.



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mercoledì 22 settembre 2010

Rotolo di Coniglio ai Porcini.


Ingrediente Principale: Coniglio - Peperone rosso - Vino bianco secco
Ricetta per persone n.
6

Note:

Ingredienti una falda di peperone rosso
vino bianco secco
aceto
olio extravergine d'oliva
sale
pepe

Preparazione: 30' + 60' Cottura
  • Dopo aver spuntato al coniglio la testa e le zampe, apritelo a libro incidendolo lungo la cavità ventrale.
  • Evisceratelo. Iniziate quindi a spolparlo dal collo, raschiando poco alla volta la spina dorsale per meterla a nudo, sollevatela e staccatela dalla polpa.
  • Quando avrete raggiunto l'attacco delle cosce, incidete queste ultime es estraete il femore: dovrette ottenere alla fine una fetta di carne senza troppe lacerazioni.
  • Pelate le patate, riducetele a spicchi e sbollentatele per 2' in acqua salata, acidulata con l'aceto.
  • Raschiate e mondate i porcini, poi tagliateli a spicchietti; riducete il porro a tocchetti e aromatizzatele con un abbondante trito di erbe (basilico, timo, maggiorana).
  • Raccogliete in una ciotola il pane grattugiato, l'uovo, le verdure e amalgamate bene il composto.
  • Cospargetelo sulla carne di coniglio, quindi arrotolatela e legate il rotolo con lo spago.
  • Sistematelo in una pirofila, conditelo con rosmarino, olio, sale, pepe e infornatelo a 250° per 20'.
  • Sfumate quindi l'arrosto con un dito di vino, aggiungete nella teglia le patate sbollentate e proseguite la cottura a 190° per 40' circa.
  • Sfornate la carne, affettatela parzialmente e servitela ben calda nella stessa teglia.



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lunedì 20 settembre 2010

Bistecche alla valdostana.



Ingrediente Principale: Sottofiletto di manzo - Prosciutto Cotto - Fontina
Ricetta per persone n.
4

Note:

Ingredienti 400 gr. di fettine di sottofiletto di manzo
50 gr. di farina bianca
2 uova
50 gr. di burro
olio
200 gr. di prosciutto cotto
fette di fontina (200-250 gr.)
pangrattato
olio
sale

Preparazione: 30'
  • Prendere delle fette di sottofiletto.

  • Passarle nella farina bianca, poi nelle uova sbattute e nel pangrattato.

  • Farle friggere con olio e burro, salarle.

  • Collocarle in una teglia imburrata, coprire con delle fettine di prosciutto ed infine ancora con abbondante fontina (2-3 fette).

  • Infiocchettare con burro e mettere in for­no caldo per 5 minuti.

  • Servire caldo con patate o altri legumi cotti.

  • Quando la carne è tenera si può anche non impanare la bistecca mettendo però la fontina dentro e chiudendo con 2 stuzzicadenti.




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domenica 19 settembre 2010

Paella valenciana, piatto tipico spagnolo.

http://www.cucinaconme.it/images/paella.jpg

Ecco una ricetta che ha fatto il giro del mondo.


Questo piatto nazionale spagnolo ha conquistato il mondo e costituisce un vero e proprio pasto completo.

Lo si appresta in una grande padella a due manici, larga e alta di bordi.



Ingrediente Principale: Aragosta - Carota- Cipolla - Sedano - Indivia belga - Radicchio - Lamponi
Ricetta per persone n. 6
Note:

Ingredienti
500 gr di riso a chicco lungo (parboiled, o patna o basmati)
2 peperoni rossi
1 cipolla grossa
1 spicchio d'aglio
300 gr di piselli sgranati
1 piccolo pollo tagliato a pezzi
200 gr di lombo di maiale (oppure di salsiccia)
1 pezzo di chorizo (o altra salsiccia secca piccante nostrana)
200 gr di sacche di calamari o seppie già pulite
400 gr di vongole e/o cozze
6 o 12 code di gamberoni non sgusciate
300 gr di polpa di pomodoro (fresca o in scatola)
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino di paprika dolce
1 foglia d'alloro,
brodo di carne
sale
pepe nero
6 cucchiai d'olio d'oliva.

Preparazione: 30', più raffreddamento e infusione.
  • Lasciate le vongole in acqua salata per 3 ore per far perdere loro la sabbia.
  • Le cozze vanno prima spazzolate sotto l'acqua corrente.
  • Tagliate la carne di maiale a dadini o spellate la salsiccia e disfatela a pezzettini.
  • Sminuzzate insieme la cipolla e l'aglio. Mondate i peperoni e tagliateli a strisce.
  • Tagliate la salsiccia piccante a rondelle.
  • Fate un taglio sul dorso dei gamberoni e eliminate il budellino intestinale senza togliere il guscio.
  • Scaldate il forno a 250°.
  • Versate metà dell'olio nell'apposita padella di ferro (in mancanza, potete usare un wok, oppure qualsiasi recipiente che possa andare al fuoco e nel forno) e scaldate a fuoco medio.
  • Fate rosolare i pezzi di pollo su tutti i lati e salateli alla fine.
  • Toglieteli e teneteli al caldo.
  • Nella stessa padella, fate appassire la cipolla e l'aglio con la foglia di alloro e unite il lombo o la salsiccia.
  • Quando la carne è dorata, unite i peperoni e i calamari tagliati a fettucce.
  • Dopo qualche minuto, unite il pomodoro e i piselli e lasciate cuocere per qualche minuto.
  • Togliete questi ingredienti dalla padella e versate l'olio rimasto.
  • Fate tostare rapidamente il riso e unite tutti gli altri ingredienti, incluse le spezie e un cucchiaio di sale.
  • Coprite con circa 1 litro e un quarto di brodo, mescolate bene e portate il tutto a ebollizione.
  • Coprite con carta stagnola e cuocete in forno per circa 15 minuti senza mescolare.
  • Controllate alla fine che il riso è cotto e, se necessario, aggiungete poco brodo se vi sembra che il riso è troppo asciutto.
  • Portate la paella in tavola nel suo recipiente.


La paella è forse il piatto più noto della ricca e varia gastronomia spagnola. È una elaborazione culinaria molto conosciuta a livello internazionale ed è facile trovarla nei menú di migliaia di ristoranti in tutto il mondo. Però, curiosamente, la non conoscenza della vera ricetta della paella è generalizzata.
Qui potrete trovare una ricetta affidabile dell'autentica paella valenciana, considerando che, chi firma queste righe, oltre ad essere valenciano è cuoco di professione e per vocazione.
Un pò di storia:
Si suppone che il consumo di riso a Valencia fosse inizialmente limitato a quello in forma di farina o di semola. Nel secolo XVI a Valencia si consumava giá riso al forno in pentola di terracotta e, a partire dal secolo XVIII, vi è già notizia del piatto conosciuto come paella.
L'origine della paella, come di tutti i piatti della cucina popolare di una specifica zona, non è altro che l'unione degli elementi di cui ciascun paese disponeva nei propri dintorni. Nell'area di Valencia c'era e c'è tuttora (anche se sempre meno) una ricca zona di orti da irrigazione che forniva verdure fresche ai suoi abitanti. Era inoltre comune allevare polli e conigli per il consumo familiare; i dintorni dell'Albufera e le limitrofi risaie fornivano il riso e offrivano la possibilità di aggiungere alla paella, di quando in quando, qualche elemento cinegetico. Se a questa favolosa dispensa aggiungiamo pesci e frutti di mare delle zone costiere, così come l'olio d'oliva proprio dell'area mediterranea, abbiamo tutti gli ingredienti con cui si realizzano la maggior parte delle paelle classiche. Ci mancherà solo un'altra cosa, il recipiente per cucinarli. E questo recipiente non è altro che la paella.
"Paella", sí, e non "paellera" come si dice in altre zone di Spagna o nella stessa Comunità Valenciana. Perchè "paellera" in tutti i casi è la donna che cucina la paella e non il recipiente nella quale si cucina... Nella lingua valenciana, la padella si chiama "paella" e da lì viene il nome del piatto più famoso della cucina spagnola. La Accademia Reale della lingua di Spagna tuttavia ammette entrambe le accezioni.
Riassumendo, la paella altro non è che una padella, di norma realizzata in acciaio lucidato, alla quale è stato tolto il manico e al posto del quale sono state fissate due maniglie che sopportino il peso del cibo. Deve essere di diametro minimo di 22 cm, non molto profonda, con bordi alti da 5 a 10 cm, in funzione del diametro.
Teoricamente ciascuna paella è dimensionata per una determinata quantità di riso, sebbene le dimensioni variino molto in funzione del gusto o del modo in cui ciascun cuoco elabora la paella. Io, personalmente, preferisco che il contenuto della paella, una volta pronta, non ecceda l'altezza a cui sono saldati i manici.


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Insalata di aragosta ai lamponi.


La nuova tendenza per accogliere in casa più ospiti.


Ingrediente Principale: Aragosta - Carota- Cipolla - Sedano - Indivia belga - Radicchio - Lamponi
Ricetta per persone n. 6
Note:

Ingredienti
una aragosta, circa kg 1
una carota
una cipolla
una costa di sedano
limone
alloro
prezzemolo
vino bianco secco
sale grosso
pepe nero in grani.


Per l'insalata:

indivia belga g 200 -
radicchio rosso di Chioggia g 150.


Per il condimento:

olio extravergine di oliva g 70
lamponi g 60, più una dozzina per la guarnizione
aceto di vino bianco g 50
sale.

Preparazione: 30', più raffreddamento e infusione.
  • Il giorno prima, preparate l'aceto aromatico ai lamponi.
  • Lavate questi ultimi, lasciando da parte quelli per la decorazione.
  • Sgocciolateli bene, poneteli in una ciotola, schiacciateli grossolanamente con il dorso di una forchetta e irrorateli con l'aceto.
  • Coprite il recipiente sigillandolo bene con pellicola trasparente e lasciate in infusione, al fresco, per 24 ore.
  • Preparate il brodo per la cottura dell'aragosta: nella pesciera, o in altra pentola che possa contenerla ben distesa, mettete circa 3 litri d'acqua.
  • Unitevi una carota, una piccola cipolla, una costa di sedano e una foglia d'alloro.
  • Lavate e mondate, mezzo bicchiere di vino, 2 rondelle di limone, un mazzetto di prezzemolo, lavato e legato, dieci grani di pepe e una manciatina di sale grosso.
  • Ponete sul fuoco, fate prendere il bollore e lasciate bollire per circa 30'.
  • Lavate l'aragosta, immergetela nel liquido di cottura e cuocetela per 20'.
  • Togliete la pesciera dal fornello e lasciate raffreddare il crostaceo nel suo brodo.
  • Quando l'aragosta sarà raffreddata, toglietela dal liquido.
  • Scolatela e apritela, aiutandovi con un coltello ed eventualmente con lo schiaccianoci, ricavandone la polpa che taglierete a sottili rondelle, tenendo da parte il corallo.
  • Mondate e lavate l'insalata e il radicchio, poi tagliate entrambi a listarelle tenendo da parte qualche foglia di belga per la decorazione.
  • Con le listarelle, preparate un letto su un piatto da portata adeguato disponendo a raggiera le foglie di belga tenute da parte.
  • Appoggiate sull'insalata le rondelle di aragosta.
  • Preparate il condimento: in una ciotolona mettete il corallo e schiacciatelo con il dorso di una forchetta.
  • Unite l'aceto ai lamponi filtrato attraverso un sottile colino, un pizzico di sale fino e l'olio, che verserete a filo mescolando continuamente per emulsionarlo bene.
  • Versate il condimento sull'aragosta, guarnite con i lamponi tenuti da parte, ben lavati e sgocciolati, poi servite.



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sabato 18 settembre 2010

Carpaccio di salmone con salsa all'aneto.



Ingrediente Principale: Salmone fresco - Pepe bianco - Rametti di aneto - Limone
Ricetta per persone n. 4
Note:

Ingredienti
800 gr di salmone fresco (possibilmente la parte centrale)
3 cucchiai di sale
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di pepe bianco macinato
3-4 rametti di aneto
1 limone non trattato

Per la salsa:

3 cucchiai di senape
2 cucchiai du zucchero
2 cucchiai di aceto rosso di vino
6 cucchiai di olio vegetale
sale
pepebianco macinato
3-4 rametti di aneto


Preparazione: 40'
  • Eliminate tutte le lische dal salmone aiutandovi con una pinzetta.

  • Sciacqua­te il salmone sotto l'acqua corrente fredda, asciugate­lo bene e tagliatelo a metà in senso trasversale.

  • Mesco­late in una ciotola il sale, lo zucchero e il pepe.

  • Lavate e asciugate l'aneto, staccate le foglie e tritatele finemen­te.

  • Versate un terzo delle spezie in una marmitta e metteteci una porzione di salmone con la pelle rivol­ta verso il basso, quindi co­spargetelo con metà delle spezie rimaste e metà del­l'aneto tritato.

  • Appoggiate il secondo pezzo di salmo­ne sopra al primo, con la pelle rivolta verso l'alto, e cospargetelo con il resto delle spezie e dell'aneto.

  • Coprite il recipiente e la­sciate marinare il salmone in frigorifero per 2 giorni.

  • Per la salsa, mescolate la senape, lo zucchero e l'ace­to e incorporate l'olio a filo, mescolando costantemente con la frusta da cucina o con il frullino elettrico.

  • Ag­giungete sale e pepe a pia­cere.

  • Lavate l'aneto, asciugatelo, staccate le foglie e tritatele finemente.

  • Mettete da parte 2 cucchiai di aneto e incorporate il rimanente alla salsa, che metterete in frigorifero fino al momento di servire in tavola.

  • Ripuli­te il salmone dalle spezie, tagliatelo a fettine sottili e disponetelo su un piatto da portata.

  • Lavate il limone in acqua bollente, asciuga­telo e tagliatelo a spicchi.

  • Cospargete il salmone con l'aneto rimasto, versateci sopra la salsa alla senape e guarnite il piatto con gli spicchi di limone.




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venerdì 17 settembre 2010

Tagliolini ai funghi, tagliolini che sanno di bosco.



Ingrediente Principale: Farina - Uova - Funghi porcini surgelati o pioppini - Scalogni
Ricetta per persone n. 4
Note:
456 calorie a porzione

Ingredienti
300 g di farina più quella per infarinare
2 uova
150 g di funghi porcini surgelati o pioppini
4 scalogni
250 g di passata di pomodoro
vino bianco
3 cucchiai di olio
sale
pepe

Facoltativo:
grana grattugiato

Preparazione: 90' + lo scongelamento + il riposo).
  • Fate scongelare i funghi a tempera­tura ambiente, poi tritateli finemente e metteteli su un setaccio a perdere acqua per un paio d'ore.

  • Fate la fon­tana con la farina, sulla spianatoia. spolverizzatela di sale,

  • Sgusciatevi al centro le uova e cominciate a intri­derle con la farina, usando una for­chetta o la punta delle dita.

  • Poi aggiungete i funghi tritati e un filo di acqua,

  • Lavorate ora la pasta a piene mani, per distribuire bene i funghi nell'impasto.

  • Continuate per almeno 10 minuti, sbattendo la pasta sul tavolo, allargandola e riammassando­la. fino a che avrà raggiunto una buo­na elasticità.

  • Fatela riposare per mezz'ora, coperta, poi ricavatene dei tagliolmi. sulla spianatoia infarinata, i funghi impastati con la farina danno a questo piatto un sapore irresistibile.

  • E non da meno le tagliatelle alle olive e pomodori lasciandoli asciugare per un'altramezz'ora.




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Ravioli con scampi.

http://www.ravioli.it/f-branzino.gif


Ingrediente Principale: Farina - Scampi - Ricotta - Radicchio rosso di Treviso
Ricetta per persone n. 4
Note:

Ingredienti
700 gr di farina
olio extravergine d'oliva
400 gr di scampi
200 gr di ricotta
2 cespi di radicchio rosso di Treviso
burro
sale
pepe

Preparazione: 30'
  • Preparate una sottile pasta sfoglia (se non volete comperarla surgelata) con la farina, 2 cucchiai d'olio e un può di acqua.

  • Tagliatela in dischi (almeno 3 ravioli per ospite) e lasciatela riposare su uno strofinaccio infarinato.

  • Fate appassire a fuoco dolcissimo in poco olio il radicchio tritato finissimo del quale avrete tenuto da parte 5-6 foglie.

  • Quando sarà appassito aggiungete tutti gli scampi tritati meno uno per ospite.

  • Salate, pepate e fate cuocere.

  • Lasciate raffredare quindi mescolate con la ricotta. Suddividete ora l'impasto su metà dei dischi, copriteli con l'altra metà e sigillate bene i bordi.

  • Portate a ebollizione una pentola con abbondante acqua salata e lessatevi i ravioli.

  • Intanto preparate il condimento: tagliate a metà gli scampi tenuti da parte e fateli saltare a fuoco vivo in poco olio e burro,

  • Fate appassire in poco olio il radicchio tenuto da parte tritato finissimo: fate fondere abbastanza burro.

  • Quando i ravioli saranno cotti, irrorateli col burro fuso, cospargeteli con radicchio e decorateli con gli scampi.







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mercoledì 15 settembre 2010

Frittatine al prosciutto cotto.



Ingrediente Principale: Uova - Prosciutto cotto
Ricetta per persone n. 4
Note:

Ingredienti
5 uova
4 fette di pro­sciutto cotto
6 fettine di formaggio
piselli
formaggio grattugiato
sale
burro.


Preparazione: 30'
  • Fare, con le uova e il parmigiano, cinque frittatine.

  • Mettere un po' di burro in una casseruola e allinearvi le cinque frittatine arrotolate e al­ternate alle quattro fette di pro­sciutto, pure arrotolate.

  • Mettervi quindi sopra alcune fettine di for­maggio ed un po' di piselli, prece­dentemente dorate nel burro.

  • Met­tere la casseruola nel forno.

  • Ser­vire ben caldo appena il formaggio si è sciolto.




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martedì 14 settembre 2010

Lo stoccafisso in buridda è uno dei tre modi genovesi di insaporire lo stoccafisso.


I veri grandi piaceri della vita, si sa, sono quelli che durano a lungo. Tra i massimi piaceri, per chi lo sa apprezzare, c'è quello di preparare con cura e pazienza un grande piatto della tradizione gastronomica italiano: lo stoccafisso.

Questa specialità tramantaci dalle genti del Nord, è la prova di quanto il tempo, la natura, l'amorevole cura dell'uomo, possano giovare alla qualità di quello che mangiamo. I merluzzi, pescati nei pulitissimi mari della Norvegia, vengono esposti al sole e al vento del Nord con un antico procedimento di conservazione, assolutamente sano e naturale.

Il risultato è un alimento dal gusto impareggiabile, ricco di proteine, vitamina B, ferro, calcio e povero di grassi.

Se però la vostra calma sconfina nella pigrizia, quando andate al ristorante, chiedete di servirvi lo Stoccafisso di Norvegia. Quello vero.

Lo stoccafisso in buridda (in genovese Stocchefisce in buridda) è uno dei tre modi genovesi di insaporire lo stoccafisso, assieme allo Stoccafisso alla marinara e allo Stoccafisso accomodato.

Questa preparazione si distingue per l'assenza delle patate e delle olive e la presenza dei pomodori e dei funghi. La denominazione buridda deriva dalla parola di probabile origine araba che significa a pezzetti.

Ingrediente Principale: Stoccafisso qualità "ragno" - Pomodori freschi - Funghi freschi - Pinoli
Ricetta per persone n. 6
Note:
150 calorie a porzione

Ingredienti
stoccafisso qualità "ragno" g.r 500
pomodori freschi gr. 300
funghi freschi gr. 300
pinoli gr. 50
olio di oliva
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 carota
1 costa di sedano
1 manciata di prezzemolo
2 fogliedi basilico
2 trippette di stoccafisso
2 acciughe sotto sale
brodo o late
zendero
spezie
sale
pepe


Preparazione: 30' + scongelamento
  • Battere lo stoccafisso e metterlo a bagno con le trippette per sette giorni, cambiando spesso l'acqua.

  • Raschiare quindi lo stoccafisso senza levare la pelle, lavarlo, lasciarlo sgocciolare e aprirlo, diliscarlo e tagliarlo a pezzi.

  • Tagliare a listerelle le "trippette".

  • Scaldare un recipiente di terracota con mezzo bicchiere d'olio e farvi soffriggere un tritto di cipolla, aglio, carota, sedano e prezzemolo.

  • Salare ed unire le acciughe, prima lavate e diliscate, stemperandole poi con la forchetta.

  • Quando gli ingredienti saranno rosolati, agguingere i pezzi di stoccafisso, le tripette, i funghi freschi bolliti e affettati, una metà dei pinoli interi ed i rimanti pestati, i pomodori spezzati, basilico, sale, pepe e un pizzico di zenzero.

  • Bagnare con un po' di brodo (o latte) e far cuocere per un'ora e mezza a fuoco basso in un recipiente coperto.


Vino consigliato: Bianco morbido.


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